Sick Tamburo | Un Giorno Nuovo

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Un giorno nuovo: un nuovo album dei Sick Tamburo a tre anni di distanza dal fortunato Senza Vergogna e una nuova conferma di qualità da parte di una realtà musicale italiana che non delude mai.

“Il fiore per te” è finito in primo piano sulla copertina del quarto disco dei Sick Tamburo; sullo sfondo, invece, un’esplosione, simbolo di un mondo atomico e votato all’autodistruzione. Ecco cosa ci ha voluto consegnare la band friulana con le nove canzoni contenute in Un giorno nuovo, uscito per la Tempesta Dischi il 13 aprile: un dono, una rosa, una dolcezza quotidiana, una speranza di salvezza.

Parte la prima traccia, nonché primo singolo che dà il nome al disco, ed è già tutto chiaro: l’inconfondibile voce di Gian Maria Accusani ci comunica che un giorno nuovo è arrivato, quello in cui – citiamo direttamente le parole del gruppo – «ci rendiamo conto di quanto sia importante vedere il sole che si alza al mattino. Il giorno nuovo è il giorno del grande cambiamento. Del cambiamento dentro di noi». L’invito è duplice: non si tratta solo di provare a vedere il mondo per quello che realmente è, ma di riuscire anche a goderne nella sua complessità («apriamo gli occhi e capiamo / come un sorriso ci porti via / lontano da sogni e pensieri / se ci stringiamo nella realtà»).

La narrazione felice, e stiamo parlando di una felicità particolare, che sa essere anche opaca, quella che non ha paura di guardare dentro l’abisso e accogliere al suo interno momenti malinconici e cupi, continua con pezzi come “Oltre la collina”, che racconta di una fuga da realtà troppo anguste, oltre il limite, per stare bene insieme alla persona che sentiamo vicina; come il bellissimo “Meno male che ci sei tu”, una confessione spassionata, un ringraziamento toccante che vede anche la partecipazione di Motta; e  come “Ad altro siamo pronti”, che ci ricorda l’importanza di superare ciò che la vita ci pone davanti e di accettarne il movimento ciclico.

Nell’album trovano spazio anche brani meno ariosi e più ossessivi come “Sei il mio demone”, “Con prepotenza” e, soprattutto, “Dedicato a me”, dove irrompe con forza tutta la femminilità feroce del cantato di Elisabetta Imelio («si mangerà anche me / non proverò dolore / ho un animale dentro»).

Un giorno nuovo si conclude emblematicamente con “La fine della chemio”, altra canzone-manifesto piena di speranza e ottimismo, nella quale viene annunciata definitivamente la possibilità di vittoria sulla tossicità del mondo.

Prendete e conservate con cura la rosa che i Sick Tamburo hanno voluto offrirci nel loro unico e riconoscibilissimo modo, ovvero inondandoci di suoni corposi, ritmi serrati, piacevoli linee melodiche e parole mai scontate.

Di Elisa Frioni

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