Siren Festival 2017|The Unforgettable 10

Vasto - Ph ©Elisa Scapicchio
Emidio Clementi e Corrado Nuccini - Ph ©Elisa Scapicchio
Emidio Clementi e Corrado Nuccini - Ph ©Elisa Scapicchio
Jenny Hval - Ph. ©Elisa Scapicchio
Jenny Hval - Ph. ©Elisa Scapicchio
Colombre - Ph. ©Elisa Scapicchio
Colombre - Ph. ©Elisa Scapicchio
Colombre - Ph. ©Elisa Scapicchio
Giorgio Poi - Ph. ©Elisa Scapicchio
Giorgio Poi - Ph. ©Elisa Scapicchio
Giorgio Poi - Ph. ©Elisa Scapicchio
Giorgio Poi - Ph. ©Elisa Scapicchio
Ghali - Ph. ©Elisa Scapicchio
Ghali - Ph. ©Elisa Scapicchio
Ghali - Ph. ©Elisa Scapicchio
Ghali - Ph ©Elisa Scapicchio
Baustelle - Ph. ©Elisa Scapicchio
Baustelle - Ph. ©Elisa Scapicchio
Baustelle - Ph. ©Elisa Scapicchio
Baustelle - Ph. ©Elisa Scapicchio
Baustelle - Ph. ©Elisa Scapicchio
Baustelle - Ph. ©Elisa Scapicchio
Allah Las - Ph ©Elisa Scapicchio
Allah Las - Ph ©Elisa Scapicchio
Allah Las - Ph ©Elisa Scapicchio
Apparat - Ph ©Elisa Scapicchio
Francobollo - Ph ©Elisa Scapicchio
Zooey - Ph ©Elisa Scapicchio
Noga Erez - Ph ©Elisa Scapicchio
Noga Erez - Ph ©Elisa Scapicchio
Noga Erez - Ph ©Elisa Scapicchio
Noga Erez - Ph ©Elisa Scapicchio
Noga Erez - Ph ©Elisa Scapicchio
Noga Erez - Ph ©Elisa Scapicchio
Carl Brave x Franco 126 - Ph ©Elisa Scapicchio
Carl Brave x Franco 126 - Ph ©Elisa Scapicchio
Carl Brave x Franco 126 - Ph ©Elisa Scapicchio
Carl Brave x Franco 126 - Ph ©Elisa Scapicchio
Carl Brave x Franco 126 - Ph ©Elisa Scapicchio
Carl Brave x Franco 126 - Ph ©Elisa Scapicchio
Andrea Lazlo De Simone - Ph ©Elisa Scapicchio
Andrea Lazlo De Simone - Ph ©Elisa Scapicchio
Ghost Poet - Ph ©Elisa Scapicchio
Ghost Poet - Ph ©Elisa Scapicchio
Ghost Poet - Ph ©Elisa Scapicchio
Ghost Poet - Ph ©Elisa Scapicchio
Gazzelle - Ph ©Elisa Scapicchio
Arab Strap - Ph ©Elisa Scapicchio
Arab Strap - Ph ©Elisa Scapicchio
Arab Strap - Ph ©Elisa Scapicchio
Trentemøller - Ph ©Elisa Scapicchio
Trentemøller - Ph ©Elisa Scapicchio
Trentemøller - Ph ©Elisa Scapicchio
Trentemøller - Ph ©Elisa Scapicchio
Trentemøller - Ph ©Elisa Scapicchio
Trentemøller - Ph ©Elisa Scapicchio
Trentemøller - Ph ©Elisa Scapicchio
Trentemøller - Ph ©Elisa Scapicchio

Forse cinque palchi, più di trenta artisti in quattro giorni e giardini fiabeschi e il blu cobalto del mare e del cielo e tanti tanti volti saranno difficili da tenere a mente, ma sicuramente ci sono cose che non dimenticheremo! Ecco le nostre Unforgettable 10!

Di quelle esperienze belle in maniera genuina e sincera, che ti lasciano addosso la sensazione di piacevolezza e di tepore che  al solo pensiero ti riassale e ti stampa all’improvviso un sorriso in faccia: questo sarà per me il Siren Festival 2017 di Vasto.

Quattro giorni in coda ad un luglio assolato e rovente, un borgo abruzzese lucente di pietra appeso tra il blu del mare e quello del cielo, e una invasione di suoni ed energia di 30 band e ben più di 15000 presenze… e alla fine di tutta questa magia, parafrasando il nostro Raf nazionale la domanda è: « cosa resterà di questo Siren Festival 2017? Chi la scatterà la fotografia? »Bhe per la seconda domanda avete la gallery di Elisa Scapicchio e gli album de Facce de-Vasto… non perdeteli ma taggatevi! Per i ricordi ecco la nostra personale “lista per non dimenticare”: the Unforgettable 10 del Siren Festival 2017!

I. “Eleganza” è stato il termine a cui pensavo guardando ed ascoltando i Baustelle durante il loro live: una formazione nutrita dalle sonorità riconoscibili ed avvolgenti, un’aura decadente ed affascinante. I Baustelle sono velluto nella chermes del Siren Festival, quel tocco vintage chic che raramente annoia, benché la set list abbia offerto una prima parte più moderata, dai groove morbidi di pezzoni come “Amanda Lear” e “Henry Lee”, cover di Nick Cave, rispetto ad una seconda parte esplosiva innescato da “Charlie fa surf”, proseguendo con  “La guerra è finita”  fino alla chiusura con “La canzone del riformatorio”. Niente male per una band che ha appena concluso con il tour  invernale e già parte con la versione stiva, per l’appunto “L’Estate, L’Amore e la violenza”. Un’immagine su tutte legate ai Baustelle sarà la loro scritta galleggiante sul filo dell’orizzonte di un blu da pastello Giotto, durante il sound check.

II. “Carisma” è legato all’esibizione di Gosthpoet: luci basse al suo ingresso, abito scuro e pelle d’ebano, quasi a voler annientare la sua figura imponente per dare spazio ad una voce profonda ma agile tra beat  elettronici,  echi  dark ‘90 e un groove trascinante.  Non mi aspettavo un tale carisma e potenza, suoni che spaziano e si contamino in vortici di melodie dagli accenti contemporanei su una trama che più ricorda il post punk come l’ ansiogena ” Immigrant Boogie”.

III. “Trascinante” è Trentemøller, che ricorderò non solo per il live spettacolare, per la macchina sonora perfetta che è la sua band sotto la sua apparente algida regia, e la sua elettronica contaminata da fredda new wave anni ‘90 e pop più easy listening. Non lo ricorderò solo perché ha fatto ballare un intero centro storico dal palco di Piazza del Popolo, e ha trasformato i balconcini in esclusivi privè di una discoteca a cielo aperto per un live da cardiopalma di un ora e quarantacinque. La cosa che più ricorderò sarà averlo avuto come vicino di ombrellone per un giorno inter alla Siren Beach! E sì, ho avuto l’onore di spiarlo da vicino, vicinissimo… e sì anche lui dopo pranzo fa la siesta!

IV. “Sex appeal e freschezza” fanno di Noga Erez una vera forza della natura tra elettronica e trap e testi che raccontano l’attualità, anche scomoda. Talento, capacità di tenere il palco, femminilità a freschezza. Il suo live scorre carico, elettrico e coinvolgente, ballato incessantemente dal pubblico eterogeneo del mainstage in piazza del Popolo! Esposiva soprattutto nel finale con “Dance While You Shoot”, “Pity” e “Balkada”, non perdetela di vista era già al Primavera Soud!

V. “Milano vs Roma” in altri termini la nuova tendenza tra trap e hip pop ( a botte di autotune e basi preconfezionate ad hoc) divisa tra Ghali e i Carl Brave x Franco 126. Il primo infiamma il main stage tra ragazzini e genitori stregati dalle sue doti, più comunicative che canore, ma di tendenza e assolutamente efficaci. Memorabile la sua mossa mediatica del “selfie collettivo” con annesso hastag in tempo diretto “iostoconghali” e dedica ( telefonata e un filo scontata) a una delle prime fan tagganti su instagram… dovremmo farci fare ripetizioni di social! Storia diversa per i nostrani Carl Brave x Franco 126, che al loro ingresso sul palco, visibilmente emozionati, chiedono un “vodkino”,  si lasciano andare e regalano, tutto d’un fiato, il live de loro disco d’esordio Polaroid. Il pubblico, ragazzi per lo più che conoscono a memoria i loro brani, li adora. Sarà per la loro genuinità, tanto che offrono birrette dal palco ai ragazzi in prima fila, e per gli innumerevoli “due di picche” che raccontano nei loro brani con spirito ed ironia, è impossibile non prenderli in simpatia… Daje ragà!

VI.“Più psych per tutti” pensavo assistendo a due esibizioni che temevo fossero più ostiche, invece strasuccesso per gli Allah Las e gli Arab Strap. Nome di punta della prima serata, gli Allah Las regalano un live coloroato e divertente, dove la psichedelia si mescola al pop e al rock garage californiano. Niente di più esplosivo per innescare il pubblico che ha assiepato fino alla saturazione il Cortile D’Avalos. Stessa scena per gli Arab Strap che ad un anno dalla reunion arrivano al Siren Festival con rinnovata energia ed entusiasmo. Il live ripercorre la loro carriera, tra psych, lo-fi e eletronica per un sound che conquista e li rende inconfondibili, attraverso perle storiche come “New Birds”, “Who named the days” e la chiusura con “The First Big Weekend”.

VII. “Energia” è il termine più giusto per descrivere i live di Porta San Pietro, stage gratuito dove anche i solicuriosi si sono avvicinati e hanno goduto di live intimi e di qualità. Ed è proprio lì che mi sono sentita a casa, in una dimensione che forse più mi appartiene, come un piccolo club senza pareti e vista mare. Lì ho trovato gli artisti a cui tengo particolarmente, come Giorgio Poi, il cui disco d’esordio, Fa Niente, credo diaver consumato e che ho avuto modo di apprezzare nuovamente in versione live con gli eccezionali Matteo Domenichelli e Francesco Aprili informazione di power trio. Stesso dicasi per Colombre, che con i brani del suo Pulviscolo ha letteralmente attratto passanti e pubblico quanto magnetica è stata la sua performance in full band. Felicissima di aver avuto l’oppotunità di vedere live Andrea Laszlo De Simone e le sue melodie in equilibrio tra passato e presente, prog e cantautorato anni ’70 e carisma da vendere. Non dimenticherò facilmente, in chiusura di sipario, la serenata al contrario che Mèsa, una giovane cantautrice romana ha fatto al pubblico del Siren da un balcone, lasciando tutti incantati col naso in su ad ascoltare i brani dal suo EP omonimo.

VIII. “ Illuminato” Non dimenticherò mai l’intensità dell’esibizione di Jens Lekman immerso nel candore della Chiesa di Maria Santissima del Carmine, e dello sguardo emozionato con cui lui ricambiava quello dei presenti. Preziosa la sua esecuzione di “Opposite of Hallelujah” sul finire del live e la sua uscita di scena teatrale, attraversando con passo le nella luce della canicola di fine luglio.

IX. “Male Male” non dimenticherò nemmeno che un paio di live che proprio non mi hanno emozionato: i Gomma non sono nelle mie corde sia a livello musicale e sia a livello empatico con il loro mood depre – punk – emocore. Pietro Berselli, con il suo cantautorato intimista ed isolato è risultato forse poco convincente e magari poco adatto ad un palco come quello della Siren Beach.

X. E poi non di sola musica vive un festival: non dimenticherò mai nemmeno gli arrosticini e le pallotte cacio e ovo, il mare di Vasto, gli splendidi Giardini D’Avalos e i sorrisi e l’eneriga di tutti quelli con cui ho parlato e condiviso questa bella esperienza.

Complimneti  a tutti gli artisti, anche quelli che forse ricorderò meno e a  tutti quelli che hanno fatto del Siren Festival 2017 una bella esperienza musicale e una goduria per l’anima e la pancia!

Foto di Elisa Scapicchio

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