Spaghetti Jensen: da oggi c’è “Men at Work”

COVER MEN AT WORK“Men at Work”: in tutti gli store digitali da oggi c’è anche il terzo disco degli Speghetti Jensen.

 

di Silvio Terenzi

Si intitola “Men at Work” ed è anticipato da un singolo intitolato “The Boys in the Band” che da oggi raggiunge il circuito radiofonico indipendente.  Un rock moderno mescolato alla Nashville dei cantautori che hanno fatto la storia. Non a caso questo disco porta anche la collaborazione di Lonnie Ratliff che lascia un impronta interessante nei testi come negli arrangiamenti.

Un raccoglitore di 8 brani inediti che dai giochi iniziali nati per “provarci” oggi si traducono in vere canzoni d’autore in questo stile country americano ma che spesso però non riesce a convincere a pieno. L’America di John Denver, e da li tutte le contaminazioni del caso, fino ai giorni nostri, si racchiude in suoni e sapori che in Italia, e dagli italiani, risulta quasi impossibile riprodurre. Tuttavia questi modenesi ormai veterani di anni di concerti e reduci da due precedenti uscite, ci provano e ci investono tutta la loro arte e la loro passione raggiungendo un risultato decisamente accattivante. Al di la di mille sottili differenze, non ultima la pronuncia, “Men at Work” davvero ci regala il sapore di un’America da film, la vita scanzonata dei ragazzi che arrivano in città per la festa della sera, i tramonti, le strade lunghissime che arrivano fino dove si perde lo sguardo. Ingrediente immancabile in ricette simili sono le sfumature spesso molto incisive di blues e slide guitar come anche tutte quelle soluzioni melodiche proprie di traditional americani che in fondo canticchiamo tutti.

Ad aprire le danze c’è anche il video ufficiale del singolo “The Boys in the Band”, realizzato da Ares Brunelli Videomaker: la faccia acqua e sapone di un animo sincero, di chi probabilmente non pensa troppo a tante inutili dottrine per impacchettare l’arte e la musica ma pensa solo a restituirci a pieno e senza filtri una passione autentica…e  in un presente come quello che viviamo fatto di digitale, resta solo da chiedersi se davvero gli Spaghetti Jensen vivono in questo modo oppure hanno avuto l’ardire e la capacità di ricercare una scenografia degna di nota.

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