Spaghetti Unplugged FEST Party al Parco di Monk 16/07/17

È il momento di raccontarci questa domenica del cuore di Luglio, in cui abbiamo celebrato l’epilogo della stagione di Spaghetti Unplugged, coronando il messianico percorso di 33 episodi scanditi settimanalmente.

Arriva il caldo, il sudore, la città che pesa… di un piatto di spaghetti a mezzanotte però ne abbiamo sempre voglia, magari all’aria aperta. Cibo, alcol e musica come protagonista indiscussa, si intrecciano in quel ritaglio parallelo che è il giardino del Monk, tra calcio balilla e sedie a sdraio anni ’70, quasi ad inventare un litorale metropolitano.

Un anno di “Spaghetti Unplugged” significa un anno di scoperte, ed è con le migliori tra queste che si apre il pomeriggio di festeggiamenti in cui si alternano Francesco Pappacena, TNL The Neverending Lovers, Black and Blue, Radio, Demian, Lotus Song singer-songwriter, Florio’s, Le Cose Importanti, Bosko band, Luca Guidi, Maria Faiola, Cigno.

Questa volta il “Menù della serata” (la line up su prenotazione dove i partecipanti decidono di mettersi in lista per esibirsi) è un menù fisso e un anche po’ degustazione, per fare spazio allo spettacolo nella sua forma più pura e reale, vestito di esordio ed originalità.

Sul fare della sera inizia il live degli ospiti d’onore, affezionati al saloon romano. La cantautrice folk Mèsa ci rapisce nelle stanze delle sue canzoni dove – lei dice – accade qualcosa di irripetibile: la verità, stasera in chiave unplugged tra dolcezza e rabbia più grunge da vera figlia dei ‘90.

Cala la luce e con Il Branco aumenta il volume insieme ai gin tonic al retrogusto elettro punk: in formazione ridotta, Nicola Pressi e Francesco Gambini, ci tengono incastrati tra palco e anestetizzanti, tra graffi d’amore e poesia ruvida. Brindiamo al mondo rinchiuso in “Via Boncompagni, urliamo contro “Canzone”, ci arrabbiamo con “Augurarsi un addio e riscopriamo Per sciogliere i nodi, in una nuova veste bella quanto spontanea.

La Scala Shepard ci trascina nel tornado della sua varietà tra ritmi pop e scosse rock, tra tradizione ed innovazione. Altrettanto varie sono invece le storie raccontate da Emilio Stella e divenute ora canzoni popolari ora ballate. Ci accompagnano al “gran finale” Rosso Petrolio, e Leo Pari vs Matteo Gabbianelli.

Si spengono le candeline con il momento dell’appena citato finale, in cui apriamo le braccia e la gola inneggiando ad un anno di sudore, mentre La Spaghetti Band riunisce la folla intorno allo stage sulla scia puntualmente travolgente di cover e altri brani. Domenica, un bellissimo pretesto.

Appuntamento a settembre, o magari prima, chissà, con gli amici di Spaghetti Unplugged!

Tutte le foto di Chiara Mei Stefanelli

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