Spaghetti Unplugged Meets Cheap Sound | Le Mura & The Lira

Doppia chiacchierata/ intervista per Spaghetti Unplugged meets Cheap Sound con due grandi ospiti della scena musicale romana: Le Mura e The Lira.

Questi progetti, entrambi con testi in italiano ma con la ricercatezza dei suoni eclettici internazionali che hanno fatto la storia della musica, vedono da una parte la recente pubblicazione dell’omonimo album The Lira e dall’altra invece l’uscita dell’Ep AH! AH! e l’attesa per le registrazioni finali a Milano per la conclusione del disco che sarà in circolazione a partire dal prossimo autunno. Questo è quanto ci hanno raccontato seduti sul nostro amato divano di velluto rosso da Marmo a San Lorenzo.
Vista l’uscita delle vostre nuove fatiche discografiche, quali caratteristiche generali vi aspettate da un album nel 2016? Cosa deve avere e da cosa invece deve cercare di allontanarsi per raggiungere l’innovazione?
Le Mura: La domanda è veramente difficile perché da artista non saprei risponderti. Se fossi un mestierante della musica sicuramente riuscirei a darti un quadro più preciso e tecnico. Parlando del nostro progetto credo che ognuno abbia un percorso molto specifico che rientra nelle proprie caratteristiche e deve quindi sempre cercare di fare quello che gli viene meglio. Rispetto a qualche anno fa le cose forse oggi sono più complesse perché non ci sono più dei binari specifici su cui muoversi. Non esistono più bandiere o generi ormai da tempo e non amiamo noi farne parte a prescindere. L’unica cosa che conta nel capire l’essenza del tuo lavoro finale  è il riscontro con le persone e il metodo comunicativo a cui ti approcci. 
The Lira: Tosta questa! Allora sicuramente ci deve essere ricercatezza e questo può essere fatto o sui suoni o sui testi. Nel mio disco ho cercato di unire quello che è il cantautorato italiano con testi comprensibili e pop a suoni più di stampo internazionale sperimentando in studio con diversi strumenti, distorsioni e quant’altro. Per me il disco del 2016 quindi deve saper unire questi due mondi. La storia e la tradizione devono sempre rimanere anche perché si fa facilmente riferimento a qualcosa che già esiste o è esistito ma bisogna cercare di aprirsi verso altro, verso il nuovo. 
Siete entrambi nati e cresciuti a Roma. Molti artisti sono legati al proprio quartiere e alla gente del posto con cui sono cresciuti e in qualche modo scrivono di loro e per loro.  Quanto è importante nella vostra arte l’appartenenza al senso culturale romano e qual è l’aspetto più forte?
Le Mura: Siamo tutti romani tranne il batterista che è siciliano. Per noi il senso della romanità esiste ovviamente ma non è raccontato esplicitamente. I testi trattano di altro in realtà perché tendiamo ad allontanarci da un luogo specifico e ne inventiamo sempre uno nuovo quindi per ora non abbiamo mai usato questo approccio ma non escludo la possibilità di farlo e di parlare di Roma o di uno dei suoi aspetti in un prossimo brano. Siamo comunque legati ad alcune figure che rappresentano molto l’identità della musica e della cultura popolare romana come per esempio Tommaso Zanello in arte Piotta. Abbiamo infatti prodotto il nostro Ep con la sua etichetta indipendente La grande onda. 
The Lira: Roma è molto presente in questo album. Vivendo la città vivo il disagio che è presente ora e non ti nascondo che nel mio lavoro è sicuramente uno dei concetti che vado ad esprimere di più. Non parlo solo di cose negative ovviamente ma è comunque una costante nei miei testi. 
Una regola che vi date nell’elaborazione dei vostri pezzi?
Le Mura: La regola forse è quella di non avere una regola. Tutti i momenti sono diversi e quindi a volte facciamo un percorso e successivamente tutt’altro. I brani nascono sempre a seconda del momento. Spesso capita che in sala prove partiamo da un giro di basso o un riff di chitarra e ci incaponiamo per scrivere sopra un testo o altre volte accade tutto il contrario quindi da un testo c’è necessità di creare intorno la musica. Forse l’unica regola importante è quella di lavorare su un brano finché non sei totalmente soddisfatto di quello che volevi far uscire e mai avere fretta o accontentarsi. 
The Lira: Scrivendo io i testi parto sempre da cose molto semplici essendo un chitarrista pessimo! Le canzoni che riescono ad arrivare ad un arrangiamento molto naturale sono le migliori che possano uscire ed essere prodotte. La regola della spontaneità e dell’immediatezza forse è quella che vince su tutto. Quello che ho capito personalmente e consiglio anche agli altri è di non rimanere in maniera maniacale su un pezzo perché si rischia di non trovare uscita e perderlo nel niente quando invece poteva avere un grande potenziale. 
Vi conoscete a vicenda. Vorrei sapere cosa vi piace l’uno dell’altro tramite un aggettivo.
Le Mura: A noi piace moltissimo il timbro di The Lira! Direi quindi ruvido e diretto. 

The Lira: A me dei Le Mura piacciono tantissimo le sonorità. Mi ricordano mostri sacri come i The Doors peró dei noantri. Amo moltissimo anche i testi e l’impegno che ci mette Andrea nella loro composizione. Un aggettivo per loro? Rock! 

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Un piatto di pasta che più rappresenta la vostra musica?
Le Mura: Scamorza pecorino e una fettina di carne avariata. No non è vero! Forse qualcosa che ha a che fare con il bosco quindi un piatto di fettuccine al tartufo. 
(E’ fantastico come riescono a passare dal grottesco alla raffinatezza totale del palato in pochissimi secondi)
The Lira: Senza ombra di dubbio la carbonara. Diretta semplice e romana. Non potrei pensare ad altro. 

Grazie a Le Mura rimessi al mondo per noi dopo una sbornia post concerto della sera precedente (ma con grandi sorrisi e fluenti capelli) e alla voce calda e rassicurante di The Lira abbandonato solo per questa sera dal suo compagno di avventure e musica Gianmarco Amicarelli che nel frattempo e’ alla ricerca del suo animale guida nei deserti della California.

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