Spartiti live @Monk 15/04/16

Max Collini e Jukka Reverberi presentano al Monk di Roma il loro progetto Spartiti: tra musica e teatro, è stato davvero uno show notevole.

Quello di Spartiti, ovvero Max Collini (Offlaga Disco Pax) e Jukka Reverberi (I Giardini di Mirò) è stato un vero e proprio spettacolo, un mix di performance teatrale e musicale perfettamente in equilibrio, inaspettato e sorprendente, capace di suscitare emozioni, come da definizione stessa.

Mi sono ritrovata lì un po’ per curiosità, senza sapere bene cosa mi aspettasse anche se, dai nomi sopra, sapevo di andare sul sicuro. Spartiti è il connubio perfetto tra lo scenario politico delle narrazioni di Collini – mischiato a racconti autobiografici incentrati su istantanee emiliane – e i dettagli musicali realizzati da Reverberi, lontani dall’approccio tipico degli Offlaga e più vicini al post-rock ottenuti dall’accostamento di chitarre e tappeti elettronici.

Progetto nato nel 2007 da sporadici incontri tra i due, prende vera e propria forma nel 2014, concretizzandosi nel 2016 con l’uscita di Austerità, una raccolta di storie che in un primo momento potrebbero sembrare fuori dal tempo ma che nascondono in realtà concetti più che attuali, anche grazie a spunti letterari presi in prestito da autori quali Simone Lenzi, Simona Vinci e Paolo Nori.

Poltrone rosse per l’occasione al Monk Club, come in un vero teatro, e cuscini a terra per i più fortunati in prima fila. Un palco austero, ben studiato e rigoroso: uno sgabello al centro del palco, Max a sinistra – in piedi – davanti al leggio illuminato, Jukka a destra – seduto – con i suoi strumenti a portata di mano si contorce lasciandosi trasportare dalla sua stessa musica. Le interazioni con il pubblico hanno garantito una piacevole atmosfera familiare arricchita da racconti, risate e ricordi.

Poi la conclusione sentita e malinconica che non poteva mancare: “Qualcosa sulla vita” dei Massimo Volume, omaggio a Enrico Fontanelli, bassista e tastierista degli Offlaga Disco Pax prematuramente scomparso.

Austerità non è un album da recensire, è un disco da ascoltare e riascoltare, possibilmente dal vivo per coglierne l’essenza. Nella speranza di rivederli presto nella capitale, auguriamo loro il successo che meritano e che il loro progetto vada avanti sempre meglio.

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