Springsteen al Circo Massimo|Intervista a Giuliano Leone

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Sabato 16 luglio a Roma, al Circo Massimo, suona il Boss. Sicuramente uno dei live dell’anno ed è giusto  parlarne con chi è molto preparato sull’argomento: Giuliano Leone, che ha visto Bruce Springsteen dal vivo 30 volte!

Direttore del doppiaggio, speaker radiofonico a Radio Kaos Italy con i programmi Radio Sua Maestà insieme all’amico e collega Luca Vastarelli e Kutso and the King (la band la conoscete, indovinate chi è il King?), ma soprattutto fan come pochi di Bruce Springsteen. La sua collezione di dischi e memorabilia annesse a Bruce è impressionante, come impressionanti sono le volte che il Nostro ha visto il suo idolo dal vivo: ben 30 volte! Insomma, l’interlocutore migliore per parlare del Boss e dell’imminente live al  Circo Massimo.

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Partiamo dall’inizio: quando c’è stato il colpo di fulmine – se di questo si tratta – con il Boss?

Gran parte delle persone della mia età (44 anni) ha scoperto Bruce verso la metà degli anni 80 all’epoca dell’uscita di Born in the USA. La radio e le tv non passavano altro. La primissima canzone che ascoltai a 13 anni fu “Dancing in the Dark” vedendo il video di Brian De Palma sull’appena nata MTV. Una folgorazione. Adoravo la sua voce e il suo carisma. Mi feci regalare Born in the USA appunto da mio padre a Natale. Da lì fu amore puro, una ricerca spasmodica di tutti i suoi lavori precedenti. Una miniera ancora inesplorata che mi ha regalato emozioni davvero uniche. Cominciai a comprarmi ogni cosa, collezionando i suoi dischi e le sue innumerevoli rarità.

30 concerti di Springsteen: quando il primo?

Nel 1985 avevo solo 13 anni e mio padre mi proibì di andare a Milano per il suo primo leggendario concerto a San Siro. Mi sono rifatto 3 anni dopo. Partii da Bari completamente solo e raggiunsi Roma nonostante il nuovo divieto imposto da mio padre (non per la giovane età, ero stato rimandato a tre materie…). Diciamo che fu quasi una fuga notturna, non mi importava, dovevo vederlo! Fu la seconda data romana dell’88, lo stesso giorno in cui morì Andrea Pazienza (altro mio mito personale). Ricordo una “The River” strepitosa che non fece nelle due date italiane precedenti. Realizzai finalmente il primo di tantissimi sogni legati a Bruce Springsteen.

Onesto: dal vivo c’è qualcuno meglio di Bruce? E secondo te, cosa rende, dopo tutti questi anni, il Boss un animale da palco così scatenato?

Springsteen è universalmente riconosciuto come il più grande performer live di sempre, anche dai detrattori. Non si risparmia fino all’ultima goccia di sudore. Sono leggendari i suoi concerti di 3 ore e passa (oggi a 67 anni ha addirittura allungato la durata, fino a quasi 4 ore!). Le sue performance sono sempre molto fisiche, Bruce cerca continuamente il contatto con il pubblico, lo coccola, lo vizia, lo accontenta in ogni sua richiesta per poi sfinirlo completamente fino all’ultima nota. Mai visto nessuno uscire insoddisfatto da un suo concerto. Il migliore, senza nessun dubbio.

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Tu che lo hai visto anche all’estero, la location che lo ha accolto meglio?

Springsteen è amatissimo in Svezia e in Spagna alla stessa stregua dell’Italia. A Parigi ho notato tantissimo seguito ma poca partecipazione, così come a Londra. Nel 2005 però, sempre a Londra l’ho visto nel tempio della musica acustica, il Royal Albert Hall, un’esperienza che non mi vergogno a definire magica. Il mio sogno sarebbe quello di vederlo a casa sua, nel New Jersey. Next stop….

Altra domanda difficile: la canzone più bella che ha eseguito dal vivo? O comunque quella che ti ha emozionato di più?

3 anni fa a Roma, concerto straordinario pieno di chicche eseguite raramente dal vivo. Ad un certo punto appare uno striscione tra il pubblico, Bruce lo prende e grida “solo per Roma” e parte una versione da brividi di “New York City Serenade” con tanto di orchestra sinfonica al seguito. Mai eseguita in Europa prima di allora e in generale proposta pochissime volte nell’arco di tutta la sua carriera live. Un regalo immenso che ha estasiato i 40.000 presenti. Si potrà dire fra vent’anni: IO C’ERO!

Dopo 30 concerti, non si rischia il “già visto”?

Il bello di un concerto di Bruce Springsteen è il fatto che sia in grado di cambiare e stravolgere le scalette di sera in sera. Per farti un esempio: nelle due date milanesi di inizio luglio ha eseguito in tutto 69 brani e solo 17 in entrambi i concerti. Conosco persone che si vedono anche 20/25 concerti a tour (beati loro) proprio perchè non si sa mai cosa ci si debba aspettare. Ha un repertorio vastissimo, la E Street Band al seguito non si fa mai trovare impreparata al cospetto degli ordini del Boss e qualsiasi brano gli venga in mente di fare, lo si suona!

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Gira un video del live di San Siro della settimana scorsa: file e file di persone di spalle al palco interessate più a farsi i selfie che ad ascoltare l’esecuzione dei brani…

E’ un problema annoso che non riguarda solo Springsteen. Purtroppo ultimamente conta più far vedere di esserci stato che esserci stato davvero. Ricordo tantissimi concerti di tanti grandi artisti con tanto vociare in sottofondo. La moda dei selfie sta in qualche modo distruggendo anche la magia e la sacralità di un concerto. Il presenzialismo è una brutta cosa nella musica live.

Aspettative e considerazioni sul concerto di sabato 16 al Circo Massimo?

Bruce adora Roma e tutte le volte che ha suonato qui ha regalato emozioni a non finire. Mi aspetto la solita grande carica, la voglia di darsi al 100% e tanti brani tratti da The River che aspetto di sentire dal vivo da un’intera vita. Anche a chi non piace particolarmente il Boss consiglio vivamente di esserci il 16 luglio al Circo Massimo.

Ultima domanda, poi ti lascio entrare in clima concerto: c’è ancora una canzone del Boss a cui sei legato che non hai ancora sentito dal vivo?

Ovviamente ce ne sarebbero un’infinità. Vorrei sentire “Lost in the Flood”, tratta dal suo primo album. Dal vivo si carica di un’intensità impressionante. Il mio sogno proibito più selvaggio però sarebbe un’outtake tratta da Born in the USA, “Shut out the light”. Esiste una versione live a Parigi nel 1985 da lacrime, cercatela su Youtube. Ecco, Bruce, se mi leggi, accontentami ti prego, non foss’altro per tutti i soldi che t’ho dato in questi ultimi 32 anni. Ti sarai pagato i cavalli per Jessica e l’università per Evan James e Sam Ryan, quindi per favore… Shut out the light! 

Per chiudere in bellezza, ecco la puntata di Radio Sua Maestà tutta dedicata a Bruce Springsteen!

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