Gli Strawberry SwingS che tributano i Coldplay

Screen Shot 2014-04-29 at 20.31.49

Ieri sera, 6 ottobre, sono andato alla “piuttostonota” Locanda Blues per assistere, per la seconda volta ( la prima volta non era ancora nato questo bel blog), al live di una coverband dei Coldplay: gli Strawberry SwingS.
Il gruppo è composto da Riccardo “Chris Martin” Ranalli, Daniele “Johnny Buckland” Sonnino, Alberto “Guy Berryman” Di Napoli e Riccardo “Will Champion” Merlo. I quattro sfornano un vasto e vario repertorio di pezzi che vanno dagli esordi di Parachutes (Shiver, Yellow…) fino al nuovissimo ed ancora non in vendita Mylo Xyloto (Hurts like Heaven, Paradise, Every Teardop is a Waterfall…) passando per i classici della discografia  “coldplayana”.
Che dire? Il gruppo è abbastanza giovane (in termini di attività), ma si sente che ha grandi potenzialità per diventare una tribute band di spicco.  Presi singolarmente, i quattro fanno bene il loro lavoro, ma, in tutta onestà, il Chris della situazione è decisamente il punto focale del gruppo. Ranalli è infatti, a mio avviso, bravo alla chitarra, molto bravo al piano, e bravissimo a cantare; tanto che a volte, chiudendo gli occhi e con un pizzico di immaginazione, sembra quasi che a cantare sia proprio il frontman del quartetto londinese. Anche come presenza sul palco, Riccardo c’è, come c’è il suo omonimo alla batteria: sempre presente, e ben presente! Per quanto riguarda Di Napoli e Sonnino: entrambi sanno suonare (per quel poco che ho sentito), ma nessuno dei due mi ha scenicamente colpito. Il primo un po anonimo, il secondo, per quanto mi riguarda, piuttosto negativo ( almeno nella performance di ieri). Se la chitarra si sente poco o l’amplificatore si spegne, è inutile sbracciarsi sul palco senza tener conto di stare davanti a gente che si trova là per vedere te che fai il musicista prezioso e viziato! Io sono più per il continuare a “suonare” e sistemare la situazione a finale di pezzo. Ma, ovviamente, sono punti di vista.
Ora. Per quanto riguarda il locale, secondo me , il suono, faceva davvero schifo. Colpa dei fonici. Il basso stava a mille, la batteria stava a mille, la chitarra non esisteva, le tastiere si sentivano a sprazzi, così come la voce. Soprattutto negli attacchi cruciali dei pezzi, nei momenti di crescita della canzone, l’impianto non dava la botta giusta che ci si aspetta conoscendo la struttura delle traccie di un gruppo tanto famoso come i Coldplay. Fortunatamente nel corso della serata i livelli sono andati migliorando. Peccato, però che siano diventati perfetti solo al bis, o meglio, solo all’ultima canzone (la già citata Every Teardrop…).
Mi pare, almeno da quando è sembrato a finale della stagione scorsa, che gli Strawberry SwingS suonino con buona continuità, dunque aspetterò di sentirli nuovamente in un altro locale che, mi auguro, sappia rendere giustizia al sound di un gruppo che si è preso la grande briga di voler proporre al proprio pubblico un repertorio non da poco quale è quello di Chris Martin&Co.
Yeah, M.C.

STRAWBERRY SWINGS
Facebook

LOCANDA BLUES
Sito Ufficiale
Facebook
MySpace

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *