Strueia | La Chitarra Il Bosco Lo Spleen

Dopo l’esordio solista From The Appartamento to Eternity (2012) e l’Ep Morolo (2014), il cantautore laziale Strueia si presenta questa volta con La chitarra il bosco lo spleen, un concept album sulla malinconia, dalla resa minimalista, avanguardista, rispetto a tante cose di tendenza, come vuole lo spleen di Baudelaire.

A partire dal singolo che apre il disco: “Canzone con due note” dove nel testo si scusa per aver scelto di non andare oltre le premesse del titolo: «non ti offendere se ti dedicherò una canzone con due note». E’ solo il primo assaggio di un modo di fare musica che mette pienamente in conto il cazzeggio, il tempo perso, il trovarsi in un limbo di noia che vale comunque la pena vivere. Svegliarsi al mattino con un’idea, magari banale, e permetterle di radicarsi e svilupparsi diventando un sentimento condiviso.

E’ questo il programma del giorno per un artista che sa perdersi in un bosco. E lo fa in chiave non favolistica, romanzata, ma con una confidenza tale da permettere già al primo ascolto di trovarsi colmi di un leggero sconforto che ci parla di noi. “Agosto”, seconda traccia, non è più l’estate dei Beach Boys; gli accordi qui disegnano un tempo vuoto che ha sempre ragione e a cui bisogna quindi approcciarsi con ironia: «Il mare d’agosto, le vele del windsurf, non c’è nessuno, la strada è casa mia».

Strueia è soprattutto questo, e La chitarra il bosco lo spleen è un disco cullato da una malinconia moderna, per cui chi ascolta non deve pretendere soluzioni, ma semplicemente lasciarsi andare alle chitarre, che fanno da guida in questo sentiero e ne scandiscono il tempo.

Il pezzo che non ci si aspetta dall’album e che cambia il registro nella storia è senz’altro “Una coppia”, con una linea di basso potentissima, che arriva mentre si sta ancora pensando a un Bowie mezzo addormentato mentre canticchia “Da soli”; in questo pezzo si avverte particolarmente il carattere del bosco – grazie ad un microfono piazzato tra gli alberi – che accetta la presenza dell’uomo al suo interno. Ulteriore testimonianza di un progetto di immersione nell’habitat naturale dell’artista, che ancora regala psichedelia in “Tutto ok”, pezzo strumentale in cui la ricerca di suoni trova la sua festa più grande.

Strueia realizza un lavoro che cogliamo già dal primo ascolto nella sua simpatia e maturità, che ci fa essere confidenziali, ci stringe intorno ad una voce che chiama a sentirla dal vivo, per riscontrare quella malinconia incisa sul disco, e che potrebbe valergli in breve tempo un posto tra i cantautori più affermati del momento.

A cura di Enrico Garattoni

 

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