Strueia @ Sparwasser, 27/02/2017

Malinconia low-fi e atmosfere oniriche, è questa la formula con cui Strueia ha presentato il suo terzo disco “La chitarra il bosco lo spleen” allo Sparwasser di Roma.

Sarò sincero, fino a qualche settimana fa non sapevo chi fosse Strueia.
Avevo letto su internet che i suoi primi due dischi erano stati pubblicati sotto la 42 Records e che da poco ne era uscito un terzo per MiaCameretta Records e Noia Dischi, ma niente di più.

Quando mi è stato proposto di andare ad un suo concerto ho accettato limitandomi ad ascoltare solo una volta le nuove canzoni, curioso piuttosto di vedere che impressione mi avrebbe fatto dal vivo.

Così lo scorso lunedì, in occasione del release party del suo nuovo album La chitarra, il bosco, lo spleen, sono andato a sentire Strueia all’Arci Sparwasser, un piccolo locale romano nel cuore del Pigneto.

Ad assistere alla sua esibizione non eravamo in molti, sicuramente meno di quaranta persone, eppure le atmosfere malinconiche e trasognate dei vari pezzi pian piano hanno coinvolto tutti per circa un’ora e mezza.
Dopo aver iniziato con il singolo “Canzone con due note”, l’artista morolano e la sua band hanno cambiato l’ordine della tracklist originale dell’album aggiungendo anche un paio di vecchi singoli come “Per quando te ne andrai” e “Il Mondo” contenuti nel precedente “Morolo”.

Nonostante i limiti acustici che un piccolo locale come lo Sparwasser può avere, la ricerca e la cura dei suoni che avevo percepito nella versione studio è stata riproposta in maniera molto convincente anche dal vivo e lo stesso cantato di Strueia, così monocorde e intimista, è sembrato trasmettere ancora meglio quel senso di “spleen” citato nel titolo dell’album legandosi perfettamente ad ogni canzone.

Oltre alle influenze dell’indie low-fi ho sentito molto presente anche la componente shoegaze e dream pop, tanto che in alcuni momenti, soprattutto con i pezzi più ritmati come “Una coppia”, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ai The Horrors di “Sea within a sea” o ai Radio Dept. di “This time around”.

Un particolare curioso ma allo stesso tempo molto efficace è stato quello del continuo cambio di ruolo della sezione ritmica nel corso del concerto: ogni tre o quattro pezzi infatti, Filippo ed Ettore (già sezione ritmica dei Flying Vaginas) si sono scambiati al basso elettrico e alla batteria, rendendo così il live più eterogeneo grazie ad uno stile e ad un’interpretazione delle canzoni differente. Ottima prova, è giusto ricordalo, anche della seconda chitarra sia per quanto riguarda l’esecuzione che per la scelta dei suoni e dei pedali.

E così, dopo aver eseguito anche “Canzone del Binge Watching” e dopo aver ammesso che «Il mondo non è per gli eroi» con “Mondo”, Strueia ha concluso la propria esibizione con quello che doveva essere un bis ma che in realtà si è trasformato in una lunga jam di più di sei minuti, riportando alla realtà quanti si erano persi nelle atmosfere oniriche delle varie canzoni.

In conclusione devo ammettere che è stata davvero una buona presentazione di un disco altrettanto interessante, sicuramente un importante passo in avanti per la carriera di questo artista che, partito nel 2012 con “From the appartamento to eternity” si sta affermando sempre di più nel panorama indipendente romano e non solo.

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