Surfdisco: produzioni e clubbing made in Roma

Finalmente ho un po’ di materiale romano de Roma su cui concentrarmi.

In realtà di giovani romani promettenti ne stanno uscendo parecchi, ma ancora c’è troppo poco da recensire se preso singolarmente.  Fatta eccezione per qualcuno.

Ad esempio I Surfdisco.

Un po’ di tempo fa avevo parlato dei Reset! e I Surfdisco per certi aspetti gli assomigliano molto. Diciamo che sono sulla stessa linea. Si legge dal loro sito ufficiale che “Surfdisco è nato nel 2010 come un semplice party di Roma. un gruppo di Dj, producers, designer e promotori sono l’anima del progetto“.

Ad oggi sono abbastanza sulla cresta dell’onda nell’ambito delle serate romane.

Quest’anno hanno avuto una serata fissa, di venerdì, L’ “Haze” insieme ad altri membri di diverse crew romane e hanno avuto ospiti tra i migliori Dj che si sono visti  per la capitale. Sempre tenendosi su un ottimo livello di qualità e cercando di promuovere anche chi dalle nostre parti non era/è notissimo. Cito Madeon, Botnek e Bart B More per dare un’idea.

Inutile dire che sono stato a parecchi di questi appuntamenti. E il giudizio è ottimo: musica, ambiente, organizzazione. Tutto di mio gradimento.

Ma diciamo che fino a qui, niente di troppo nuovo, solo particolarmente riuscito e alla moda. Già molte Crew sono riuscite ad avere appuntamenti di livello “con costanza” per tutta una stagione.  Quello che mi ha fatto concentrare su di loro sono le nuove produzioni che hanno sfornato.
Di bravi dj e party-makers è pieno il mondo, e anche a Roma non mancano. Però al giorno d’oggi se non produci… non vai molto più in là.

Si può disquisire su questo, ed effettivamente già che ci sto  faccio una breve digressione:

è assurdo che vengano spesi 20-30-40 euro per andare a vedere/sentire un produttore, magari anche molto bravo, ma che a livello di performance live non fa molto altro che mettere un disco dopo l’altro. E ce ne sono anche molti che suonano una sola traccia propria in 2 ore di set. Se uno vuole andarsi a divertire e basta ok, ma sono soldi un po’ buttati.
D’altra parte, in tempi recenti il numero di dj si è moltiplicato a vista d’occhio, per cui anche se si è molto molto bravi, per tirarsi fuori dalla massa e farsi notare da un pubblico un po’ più ampio di quello che ti può sentire in un club o che può apprezzare i tuoi mix su Soundcloud,  e’ necessario fare un po’ di musica propria. Io spero che i “prettamente” dj vengano un po’ riabilitati in futuro, ma di questi tempi, volenti o nolenti, va così.

E i Surfdisco se ne sono accorti, e nel 2012 hanno sfornato un EP e qualche altra traccia e remix.  non male per un anno che è ancora a metà del suo corso.

Ci sono alcuni pezzi che non mi piacciono molto, anche perché hanno synths portanti molto simili anche un po’ ripetitivi, ma ce ne sono due che mi fanno davvero impazzire: “Sea Hunter” e “I love girls“.
Credo che la cosa che più di tutte le fa funzionare siano i vocal, la voce “pitchata” di I love Girls è perfetta per finire il break ed introdurre l’attacco dei kick. Il vocal di Sea Hunter invece è impostato in un modo che ricorda un po’ le produzioni House di chi è cresciuto nell’ hip-hop  nello stile di labels americane quali Fool’s Gold o Mad Decent.

Sono davvero pazzesche, se siete di orecchio un po’ alternativo e non vi piacciono le cose troppo Dance forse non fanno per voi, Io le trovo molto azzeccate e al passo con i tempi.

Ecco, direi che il vero talento della Crew surfdisco  é quello di essere perfettamente “alla moda” come detto sopra, non nell’accezione negativa del termine, ma nel senso di trovarsi al posto giusto nel momento giusto e di comprendere i gusti del pubblico, o almeno di un certo pubblico.

Forse non diventeranno i nuovi Crookers, e forse nemmeno hanno quest’aspirazione, ma sono senza dubbio un faro degno di nota della scena romana.

Mi aspetto che per la prossima stagione riescano a riproporre un calendario sulla stessa linea e vedremo come si evolverà il loro lavoro in studio. Consiglio di tenerli d’occhio anche a chi non va a ballare o a chi non ha la sfortuna/fortuna di vivere qui a Roma.

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