Suuns Live@Monk 08/06/2016

Non credo stilerò a breve una classifica delle mie attuali band preferite, eppure, alla luce dei loro dischi, come non mettere i Suuns ai primi posti? E il live romano al Monk ha reso ancora più solido il mio gradimento.

Spesso questi articoli iniziano con delle trite considerazioni sul caldo all’interno della sala e quanto debba essere meritevole la band per sopportare il tutto. Bene, io no, quindi ve lo dico onestamente: i Suuns li avrei visti anche a Ferragosto in bunker senza prese d’aria a venti metri sotto terra. Si, mi piacciono molto. Moltissimo. Più che una questione di talento e bravura, è soprattutto una questione di stile. Quel suono unico, riconoscibile, la voce tesa fino a spezzarsi in schegge, gli intrecci violenti tra sintetizzatori e chitarre. È da Zeros che i Suuns mi fanno impazzire e finalmente mercoledì me li sono potuti godere al Monk.

Un palco dominato dal loro nome con poco davanti Liam O’Neill alla batteria, Ben Shemie alla voce e chitarra sulla sinistra, al centro Joseph Yarmush sempre alla chitarra elettrica, sulla destra alle macchine Max Heny. Il locale è pieno e vuole perdersi nelle coinvolgenti e ipnotiche strutture sonore del gruppo canadese, ancora ad altissimi livelli come il loro terzo disco, Hold / Still dimostra.

Dal vivo i Suuns sono intensi, concentrati e coinvolgenti, senza troppi fronzoli, chinati con la testa sui loro strumenti pronti a sudare e spremersi su ogni accordo. Liam O’Neill picchia come un dannato sui piatti della sua batteria, Ben Shemie digrigna la bocca e si contorce come suo solito, Joseph Yarmush sempre a volto chinato sugli accordi ipnotici avvolto da un sipario di capelli lunghi e Heny è un praticamente una fusione con i sintetizzatori. Tutto ciò crea una miscela sonora avvolgente e impetuosa, composta dalle canzoni dell’ultimo disco e i grandi classici che oramai venero come pietre miliari, Mi riferisco a  “”2020” (forse la quintessenza del loro stile, tra rock e elettronica) e “Power of Ten”, eseguita come unico bis e dalle potenza e carica davvero micidiale.

Prima di perdervi nella meraviglia delle foto della nostra Francesca Romana Abbonato, lasciatemi concludere dicendo – qualora ce ne fosse bisogno – che quello dei Suuns è stato un grande live. Una conferma graditissima per chi già li amava, e una occasione di infatuazione imperdibile per chi non li conosceva ancora.

Foto di Francesca Romana Abbonato

Di seguito la scaletta del live:

Careful

2020

Resistance

Paralyzer

Instrument

Sunspot

Brainwash

Pie IX

Arena

Encore:

Powers of Ten

 

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