T.A.R.M. live@Angelo Mai!

Voglio raccontarvi di come son venuto a conoscenza dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Un giorno, nel lontano 2010, mia madre, tornando a casa, se ne esce con un “voglio dedicarti un pezzo. Circola adesso per radio, mi ti ricorda un sacco.”  Naturalmente, ella non aveva segnato ne il titolo ne l’artista, quindi ho dovuto aspettare un po’, prima di capire che brano fosse. Quando, finalmente, mia madre esclamò “ecco, è questa!”, si riferiva a La Faccia Della Luna (presente in Primitivi Del Futuro). Mi ritrovai in un mondo affascinante, fatto di sonorità reggae misto a chitarroni punk d’annata, accompagnate da testi con metafore tristi e un po’ macabre, a volte. Se li avessi ascoltati quando avevo quattordici anni, li avrei apprezzati di più, in quanto la tematica principale si muove sull’adolescenza.
Passano gli anni, la Juve continua a vincere gli scudetti in modo sospetto, Berlusconi ancora campa, e i T.A.R.M. fanno uscire altri album. L’ultimo di questi, Il Giardino Dei Fantasmi, è uscito poche settimane fa, e ha fatto parlare abbastanza di se. Giustamente, viene promosso da una massiccia tournée, che, qualche giorno fa, passava giusto giusto per l’Angelo Mai di Circo Massimo. Avendo già assistito a altri live del gruppo, mi aspettavo un qualcosa di particolare.
E così è stato.
Alzi la mano chi non è mai andato al circo. Bene, scorgo un po’ di mani. Bé, nel caso fosse stati presenti, vi sareste potuti togliere questa soddisfazione. Un gruppo come I T.A.R.M., dove Toffolo (a quasi cinquant’anni) canta ancora di adolescent, dove il batterista fuma canne mentre suona e, last but not the least, suonano mascherati, posso avere un normale gruppo spalla come apripista? MA QUANDO?
Ecco, quindi, far la loro apparizione il cabaret di Madame Rebinè, un trio tragicomico che, con gag studiate certosinamente, scalda la serata. Acrobazie, giocolieri, beatbox, il tutto fatto con gran foga, fomentando non poco il pubblico. La cosa che più mi ha colpito è il fatto che, dietro allo show, ci sia una morale abbastanza sentita. Ma non vi dico nulla, vi lascio la curiosità, così, magari, li cercate su Google ed aumentate la loro fama.
Dopo essersi fatti aspettare un po’, ecco salire i nostri (anti)eroi sul palco, con il loro abbigliamento bislacco e la spavalderia da quindicenni. Mi aspettavo facessero esclusivamente il materiale del nuovo album, invece sono stato piacevolmente sorpreso sentendo tutti I cavalli di battaglia, sin dall’esordio.
Strepitosa la voce di Davide Toffolo, la sua migliore esibizione che io abbia mai sentito, ottimo frontman, non proprio brillante, invece, alla chitarra. Buona anche la prestazione di Enrico Molteni al basso, solido come sempre, anche se il musicista con la M maiuscola del gruppo rimane Luca Masseroni, una bestia delle pelli, tra ritmi punk e cadenze il levare alternati a rim shot azzeccatissimi.
Il concerto prosegue liscio, mai un silenzio di troppo, mai una pausa troppo lunga, mai un’insicurezza. La band sa perfettamente gestire il pubblico, anzi, sa di essere appoggiato da esso, di poter contare sulla loro memoria per far intonare qualsiasi pezzo, di poter essere paragonato a loro e non osannato. È questo il punto di forza dei T.A.R.M.: non vogliono fare la morale dall’alto della loro fama, vogliono ancora immedesimarsi tra il loro pubblico adolescenziale, essere loro coetanei nonostante l’evidente differenza di età, cantare dei loro problemi e stati d’animo, non essere portabandiera, ma bensì farla avanzare assieme a loro.
Tirando le somme, penso sia il concerto dei T.A.R.M. più bello a cui io abbia mai assistito. Un peccato per chi se lo sia perso, veramente. “La vita è cattiva, ma non l’ho deciso io. Il concerto (e la mia recensione) è finita.”

E. Allegro Ragazzo Morto L.

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