The Art Of Thrashing | Municipal Waste @Traffic 28/06/2016

Municipal Waste gonna fuck you up” (“Born To Party”)

La moda del Thrash Metal è ormai superata da anni ma la grande affluenza di pubblico al concerto dei Municipal Waste dimostra che la passione per la musica veloce non è mai stata abbandonata. Era il lontano 2009 quando vennero per la prima volta a Roma, concerto nel quale un ragazzo si ruppe addirittura la testa. Per anni la positività di quella performance è stata ribadita dagli appassionati più accaniti, non lasciando spazio ad aggettivi negativi. Anche questa volta è stata così, il riscontri del pubblico è stato oltre le aspettative. Quando mi sono recato al locale, una settimana fa, non credevo di poter assistere ad una proposta live così incisiva e devastante. Sia per il caldo asfissiante, sia per il genere musicale, è difficile non trovare analogie con un concerto precedente, che ha avuto luogo esattamente un anno fa al Traffic, in piena estate: infatti, durante il live degli storici Nuclear Assault il caldo esasperante ha portato una buona fetta di pubblico ad uscire dal locale.

Altra analogia con la data dei Nuclear Assault è il gruppo di apertura, ovvero i Murder Spree. La band propone un Thrash metal di stampo moderno. L’atmosfera comincia a scaldarsi e gran parte del pubblico si trova già all’interno della struttura. Nonostante ciò è difficile poter dare un giudizio completamente positivo alla loro proposta live, infatti non aiutano gli spettatori ad entrare nell’ottica “sfasciona” della serata, o almeno non totalmente. Dopo di loro dovevano esserci i tedeschi Hammercult, che per ragioni ignote hanno comunicato la loro impossibilità a prendere parte alla serata.

Dopo un lungo soundcheck, verso le undici, si apre il concerto dei Municipal Waste. Con “Deathripper” e “Unleash The Bastard” comincia il delirio più totale. Metà del pubblico si è lanciato dal palco, ci sono stati infiniti stage diving. Durante il concerto è volato di tutto, da un lettino da mare fino a dei braccioli per nuotatori. Il pogo ha contribuito ad aumentare la temperatura del locale, la maggior parte del pubblico si è ritrovato in un bagno di sudore che però ha tollerato benevolmente grazie alla strabiliante performance del combo statunitense. I quattro membri presenti sul palco dimostrano di essere dei musicisti di altissimo livello e anche di essere dei grandi intrattenitori. Tony Foresta riconferma di essere il frontman più adatto per questo tipo di band, coinvolgendo il pubblico e incoraggiandolo allo stage diving. La scaletta ha esaltato i presenti per la sua varietà, infatti sono stati proposti pezzi da tutti i loro album: Da “Waste ‘em all” (“Toxic Revolution”)a “Hazardous Mutation”(“The Thrashing Of The Christ”) fino a “The Art Of Partying”(“Beer Pressure”). Nel finale il gruppo ha suonato dei veri e propri inni di battaglia quali “Sadistic Magician”,”Headbanger Face Rip” e , per chiudere in bellezza e soddisfare tutti, “The Art Of Partying”.

Nati molto più tardi rispetto all’epoca d’oro del genere, i Municipal Waste hanno contribuito alla nascita della nuova ondata Thrash metal che per anni ha influenzato il panorama metal internazionale. Quindi non si sta parlando di un gruppo storico, ma di una band che però si presenta a pari livelli qualitativi con i nomi più importanti del genere. Valutare una performance di così alto livello è un compito decisamente arduo, perché vi è il rischio di sconfinare nella sopravvalutazione qualitativa. Soltanto che l’opinione di aver assistito ad un concerto impressionante è viva nella maggior parte dei partecipanti. Il gruppo dal vivo dimostra di essere più accattivane che su disco, non facendoci rimpiangere lo stereo. Insomma, si può tranquillamente affermare di aver assistito al concerto Thrashcore per antonomasia.

Di Lorenzo Landriscina

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