The Last Shadow Puppets | Everything You’ve Come To Expect

Dopo un’astinenza durata otto anni, ecco a voi l’ultimo show dei The Last Shadow Puppets: Everything You’ve Come To Expect!

Uno dei pensieri più noti del filosofo Gotthold Ephraim Lessing afferma: “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”.

Probabilmente i fan dei The Last Shadow Puppets poco concorderanno con questo aforisma. Sì perché otto anni dal loro album d’esordio, The Age Of Understatement, sono sicuramente tanti da dover digerire ma, proprio per questo, la smania e la curiosità di ascoltare il nuovo lavoro tutto d’un fiato, sono incontenibili. Questa lunga pausa è tuttavia motivata dal fatto che i The Last Shadow of Puppets nascono in realtà come un side project dalle geniali e fantasiose menti di Alex Turner, leader degli Arctic Monkeys e Miles Kane, ex-leader dei The Rascals, impegnato oggi in un’attività  solista.

I due, dopo essersi conosciuti sul palco più di dieci anni fa, durante i live delle loro rispettive band, hanno stretto una fortissima amicizia sfociata poi in un sodalizio artistico. Entrambi rappresentano le colonne centrali sulle quali si è edificato questo progetto musicale, ma l’ottima riuscita si deve anche e soprattutto al groove del batterista e produttore James Ford, alla poliedricità strumentale di Zach Dawes (direttamente dai Mini Mansions) che si è dedicato al basso, la celesta e al clavicembalo, e all’infinito talento di Owen Pallet agli archi.

Interessante è l’origine del nome con cui hanno battezzato la band. Come spiegano infatti in un’intervista, l’ispirazione è venuta dall’immagine di un loro amico che, sdraiato sul letto mentre era al telefono, ha cominciato a giocare con le mani creando le ombre sul muro, in inglese “shadow puppets”.

«We got the name The Last Shadow Puppets because a friend of ours was on the phone lying on her bed and she was doing shadow puppets on the wall».

Cosa aspettarsi quindi da Everything You’ve Come To Expect?

Certamente un album dalle sonorità che hanno come matrice un rock psichedelico a tratti dolce e morbido e a tratti graffiante e sprezzante. Il tutto incorniciato dagli archi che conferiscono elementi neo-barocchi e con cui, grazie anche al clavicembalo e allo stile canoro dei due britannici: il crooner (modo di cantare in cui si interpretano canzoni melodiche in chiave confidenziale ndr), si salirà velocemente sulla DeLorean per ritrovarsi magicamente negli anni 60. Di questa decade vengono inoltre omaggiati alcuni Artisti, come si sente, ad esempio, nella title track:

«Tiger eyelashes, summer wine, Goosebump soup and Honey Pie»

Dove “Summer wine” e “Honey Pie” sono rispettivamente due brani di Nancy Sinatra e dei The Beatles.

Mentre, successivamente, con la strofa «Croc-skin collar on a Diamond Dog», Alex e Miles vogliono onorare la memoria di David Bowie, “Diamond Dogs” è infatti sia album che canzone di quest’ultimo, nelle vesti di Halloween Jack.

“Everything you’ve come to expect” è sicuramente un brano dall’indiscussa bellezza morbida e sensuale da cui farsi dolcemente cullare. Il suo tema centrale è la difficoltà ad accettare che la propria ex sia riuscita a voltare pagina e si trovi ora tra le braccia di un nuovo amore…

«I just can’t get the thought of you and him out of my head»

In “Sweet Dreams, TN”, in cui la sigla “TN” sta per Tennessee, vediamo Alex che si scioglie in una vera e propria dichiarazione d’amore dedicata alla fidanzata, Taylor Bagley, che è cresciuta proprio nel sopracitato stato americano.

«It’s just the pits without you baby, it’s really just the pits without you baby, it’s like everyone’s a dick without you baby. Ain’t I fallen in love»

Questi “Dolci Sogni” si snoderanno in un percorso fatto di incontro e scontro tra la batteria, il cui rullante qui viene suonato ricordando il motivo di una marcia, e gli archi. Da “Sweet Dreams, TN” a “The Dream Synopsis” dove questa volta Turner elenca le stranezze vissute nei suoi sogni e si chiede se il suo raccontarli possa risultare in qualche modo, noioso: «Isn’t it boring when I talk about my dreams?»La cosa meravigliosa di questo brano è che i TLSP sono riusciti a interpretare la dimensione onirica in musica, sarà impossibile infatti ascoltare “The Dream Synopsis” e non sentirsi immediatamente catapultati in un sogno. Ma Everything You’ve Come To Expect è decisamente un album ricco e non mancano canzoni con armonie e melodie più ombrose e violacee.

Come si evince da “Aviation”, brano dal testo astratto che presenta allusioni sessuali e riferimenti alla droga («Señorita, well you need not come coke head close to me, cause I can hear you perfectly clear from here»), o anche in “Bad Habits” dai suoni loschi e malavitosi, i cui strilli degli archi ti si conficcano nel petto come schegge di vetro.  Della stessa categoria fanno parte “Used to be my girl” che come suggerisce il titolo, è una canzone colma di rimpianti e risentimenti verso colei che… “era la mia ragazza” e infine “She does the woods”. Mentre con il rock vaporoso di “Miracle Aligner” troveremo una sorta di uomo-supereroe che, tramite le mosse giuste, sarà in grado di lenire la vita delle donne che si infatuano di lui: «So what’s the wish, he’ll make it come true, simple as a line out of a Doo Wop tune, he’ll make the moves».

“Dracula Teeth” invece vede come tematica centrale un amore-ossessione di cui non ci si può liberare, come se la ragazza in questione che fa provare tali sentimenti avesse maledetto l’amante, similmente a Dracula che maledice le sue vittime dopo averle morse. Sul motivo della chitarra di “Pattern” si articola una canzone che ha alla base il desiderio di porre fine a una relazione nociva, ma questa scelta porta inevitabilmente a lottare con i propri rimpianti e paure. L’album si congeda con la bonus track “The Bourne Identity” in cui i soggetti sono la gelosia e tutte quelle emozioni negative che l’ego, in una situazione di vulnerabilità, scatena. Alex lo definisce un vero e proprio nemico: «He’s kind of my enemy, whenever I’m on to something good you see, he always waltzes in to spoil it for me and I can see him starting, want to break my heart then. That’s the way to do it».

Everything You’ve Come To Expect è un album che, dal mio punto di vista, ha mantenuto le sue promesse soddisfando appieno le mie aspettative. Ma sono certa che dopo averlo ascoltato, non potrete non condividere la mia opinione! Secondo le dichiarazioni rilasciate da Turner e Kane, The Age Of Understatement e la loro ultima creazione, fanno parte di quella che sarà una trilogia musicale. Non ci resta quindi che attendere il gioiello che completerà questa saga, sperando di non dover aspettare otto anni.

 

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