The Notwist live @Villa Ada incontra il Mondo, 21/07/2015

Villa Ada incontra il Mondo e questa sera tocca alla Germania, ai Notwist. L’Afa Capitale di questo luglio non frena il lento e costante raggrupparsi di una cospicua e variegata folla sotto il palco di una della band più amate e osannate del panorama indipendente.

Molti conoscono il percorso artistico dei fratelli Acher nato nei pressi di Monaco : dopo un furioso omonimo esordio hardcore, i Notwist sono approdati sempre di più in un territorio elettronico che gli ha permesso di generare grandi capolavori. In Italia sono molto apprezzati e anche il nostro premio Oscar Sorrentino non ha disdegnato la loro “One with the Freaks” come conclusione de L’Amico di Famiglia. Chi li dovesse conoscere e vedere per la prima volta, immaginerebbe con non poche difficoltà un esordio discografico così infuocato: l’abbigliamento è semplice, trasandato, i capelli spettinati, i gesti educati e sentiti. A guardare la docilità e la sobrietà del gruppo ed ascoltando i loro brani malinconici, dolenti e struggenti ci si chiede come sia stato possibile un approdo del genere: ma l’animo umano presenta sempre tante sorprese e poche risposte. Fortunatamente.
Chi vi sta scrivendo predilige la loro ultima produzione e tiene stretto nel cuore quel grande capolavoro dalla copertina rossa battezzato Neon Golden (2002): gli Dei mi sorridono, poiché gran parte dei brani dello show verrà proprio da li.

Vedendoli per la prima volta dal vivo avevo paura che la perfezione e la ricercatezza del loro lavoro in studio perdesse qualcosa una volta presentato dal vivo: mi sbagliavo, i Notwist non disdegno affatto le care vecchie schitarrate. Una rapida occhiata al palco: batteria, basso, tastiere, synth, macchine e chitarre tutte raggruppate in pochi metri quadrati di palco, compatte e unite a creare un’onda sonora perfetta. Dieci e mezza puntali e i Notwist appaiono on stage. Applausi e posti di combattimento: Markus Acher al doppio microfono, chitarra e una console per campionare il suono direttamente dai vinili, il fratello Micha alla chitarra e macchine, Martin Gritschmann synth e Martin Masserschmid alla batteria.

«Pick up the phone and answer me at last
Today I will step out of your past»

Già dai primi battiti si capisce che la potenza e la magia delle loro canzoni non solo rimane inalterata ma acquisisce addirittura un mordente maggiore. Il pubblico non può che gradire e Markus (un vero derviscio con tanto di sonagli in alcuni momenti), risponde sorridendo timidamente, accennando qualche “Grazie” o al massimo della logorrea “Grazie Mille”. Si parte alla grande con “Kong”, bellissimo e trascinante pezzo del loro ultimo disco Close to the Glass (se si escludono le diciassette tracce strumentali di Messier Oblects). Di seguito “Boneless” da You, the Devil and Me del 2008, per poi tornare all’ultimo disco con “Into Another Tune”. I brani si susseguono senza pause molte volte sfociando in apoteosi strumentali che hanno il potere di far smuovere e andare a ritmo anche le radici dei secolari alberi presenti a Villa Ada. I ruoli sono ben delineati e sul palco ogni membro del gruppo è un “operaio” infallibile. Il cuore del concerto è indelebile: “One with the Freaks” , la suprema quanto struggente “Pick Up the Phone”, l’oscura perla del passato “One Dark Poem” (da Nook), fino al crescendo di “Gravity”. Pubblico in estati e Notwist padroni della scena: hai l’impressione che possano far esplodere le casse il qualsiasi momento e come più gli piace, eppure riescono sempre a tenere le redini con una classe sopraffina. E nei bis, il pezzo che tutti volevamo per chiudere come si deve e per portare a casa un concerto immenso e indimenticabile: quando parte la grazia e la delicatezza di “Consequence” tutto è al posto giusto. Si chiude con “Gone, Gone, Gone” e gli applausi e il calore si sprecano. Inutile ulteriori righe di lodi sulla loro bravura e sul loro concerto, basta una parola sola: grazie.

«Fail with consequence, lose with eloquence
And smile.»

Di Alessio Belli

 

SCALETTA:

Kong
Boneless
Into Another Tune
One With the Freaks
Pick Up the Phone
This Room
One Dark Love Poem
Off the Rails
Run Run Run
Close to the Glass
Gravity

ENCORE:

Neon Golden
Different Cars and Trains/Pilot
Consequence
Gone Gone Gone

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