Vintage rock’n’roll (e una botta d’acido): The Wires

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Qualche mese fa andai al Circolo degli Artisti a sentire i Sadside Project. Bombe a mano, come al solito. Rimasi però molto colpito anche da una delle band di apertura di cui, però mi dimenticai il (sfortunatamente) il nome subito dopo la serata, sebbene mi ricordassi bene diversi loro riff. Mi ricordavo solo che erano un duo chitarra-batteria, che il cantante mi ricordava da morire il “collega” degli MGMT, e che suonavano una musica che andava negli anni ’70.
Un paio di giorni fa, grazie a qualche link trovato quà e la sulle varie bacheche del nostro amato faccialibro, mi è venuta l’illuminazione. Un’illuminazione che sapeva -e sa tutt’ora che sto ascoltando il cd- di vintage, di sudore, di un cazzo di classico rock’n’roll vecchio stampo, e di una cifra di LSD. Ero incappato nell’omonimo album dei The Wires, la band che quella sera al Circolo mi aveva fatto immaginare di stare a Woodstock per 30 minuti. Il cd mi fa impazzire. Non sono un tecnicista virtuoso. Anzi, sono uno di quelli da “acchiappa la chitarra, attaccala all’ampli metti un panoramico in mezzo alla stanza e registra“, senza troppi preliminari o accortezze. Non credo che i due abbiano adottato questo procedimento, ma da ascoltatore, a me arriva questo. La semplicità, la voglia di musica, ed il coraggio di ripresentare un genere (a mio avviso immortale ma comunque ipervecchio e sentito) che oggi, per piacere, deve esser suonato davvero bene e deve aver quel qualcosa per cui chi ascolta, ci rimane di stucco. Di specifico, a dir la verità, non c’è molto da dire. Sono due ragazzi che fanno un ottimo casino. E che mi hanno personalmente colpito come davvero pochi hanno fatto durante questo primo anno di recensioni. Mi fa impazzire la voce: aggressiva, a tratti stonata, roca, svogliata, assolutamente perfetta per il genere (per come me lo immagino io, oggi). Mi fa pensare ad un mix tra Hendrix e Casablancas. Se volessi esser fastidiosamente pignolo, direi che non mi fa impazzire la progressione dei primi tre accordi della prima traccia, Get in a New Dimension, e che forse, qualche volta, la batteria avrebbe potuto fare qualcosa in più. Per il resto, assolutamente niente da dire. E’ un album che scorre drittissimo e che io consiglio vivamente di ascoltare, riascoltare, e ascoltare di nuovo perchè merita davvero tanto. Il mio pezzo preferito? 1-2-3-4 e Down by the World

PS: oltre ad ascoltare, riascoltare ed ascoltare di nuovo The Wires, compratelo sto disco, date na mano alla musica, su!

Yeah, M.C.

THE WIRES

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SETLIST

1) Get in a New Dimension
2) I see a Shadow
3) Our Pains
4) My Soul is Gone
5) Screamin’ Next to the Church
6) I Wanna Come Back Home
7) Ambulance
8 ) 1-2-3-4
9) Hello Say Hello
10) Down by the World

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