REPORT | Thegiornalisti live @ Circolo degli Artisti

Il concerto dei Thegiornalisti dello scorso 18 dicembre è stato, senza ombra di dubbio, uno dei più attesi del 2014 romano.

Non lo si evince soltanto dal modo in cui la biglietteria online è stata messa a dura prova (tanto da andare in tilt dopo pochi minuti), ma soprattutto perché, l’ormai quartetto romano (con l’innesto di Gabriele Blandamura al basso) è riuscito a coinvolgere e incuriosire, oltre la sua vecchia guardia, anche i più scettici musicisti della scena romana indipendente.
Dopo l’inizio del FuoricampoTour la data capitolina era stata messa in discussione dalle problematiche sopraggiunte a inizio stagione del Circolo degli Artisti, fortunatamente risolte a pochi giorni dall’esibizione.
Ed è così che più di 600 ragazzi si sono ritrovati in via Casilina Vecchia, 42, chi perché fan da sempre e chi, come me, per la prima volta a un loro live.

Live che inizia con Scarda: “Cantautore moderato con vocazione maggioritaria”, così si descrive.
Il musicista calabrese, forte del suo singolo Smetto quando voglio con tanto di Nomination al David di Donatello 2014 nella categoria Miglior Canzone Originale per l’omonimo film, è stato in grado di scaldare (no, non si tratta di un gioco di parole con il suo nome d’arte che in romanesco avrebbe esattamente questa valenza) il pubblico e fare da ottimo apripista ai Thegiornalisti.

Ricordati di me di Antonello Venditti utilizzata come colonna sonora di apertura proietta tutti nel giusto mood della serata: anni 80, pop italiano e cantautorato romano.

E infine eccoci, dalla regia di Nicola D’Amati partono le basi di Per lei, brano d’apertura del disco così come del live, che romanticamente inizia a far cantare tutti i presenti. A seguire Insonnia e Balla, è già il delirio, sembra non ci sia nessuno che non sappia le liriche dei brani, che non abbia divorato il disco per intero e che non sia lì per goderselo a pieno.
Proteggi questo tuo ragazzo, Mare Balotelli, e Aspetto che: Tommaso Paradiso non ha ancora imbracciato la sua chitarra ma lo farà con E menomale, cantata esclusivamente dal pubblico.
Il live scorre, c’è un sacco di energia, il frontman ringrazia dopo ogni brano definendo il pubblico con il termine “meraviglia umana” che facilmente si collega ad Autostrade umane suonata prima della pausa.

Fine dell’estate –  a mio avviso tra le migliori – comincia realmente a mettere a dura prova le corde vocali dei presenti, ma nulla può evitare che in Promiscuità il Circolo sembri venir giù.

Con un stage diving il leader della band riesce ad arrivare al bancone del bar e cantare l’ultimo brano davanti, e con, tutti noi.
Folklore e passione l’hanno fatta da padroni e nonostante Socializzare non sia stata inclusa nella tracklist, la band romana può essere orgogliosa di come il pubblico abbia risposto alla loro esibizione creando un’atmosfera incredibilmente promiscua.

Damiano Capiato

photo by Giuseppe Liberostile Arcarese

.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *