Thegiornalisti live@Villa Ada Incontra il Mondo: la fine dell’estate?

Sabato dodici settembre a Villa Ada sono andati in scena i Thegiornalisti, concludendo così “in casa” una lunga serie di fortunati concerti in giro per la penisola che li ha giustamente consacrati come una delle realtà più interessanti del panorama indie italiano. Sicuramente questo fragore è dovuto all’entusiasmo suscitato dal terzo disco del gruppo romano, Fuoricampo: dopo i positivi riscontri dell’esordio Volume 1 e la piatta accoglienza per il secondogenito Vecchio, il gruppo ha decisamente cambiato marcia con il successivo lavoro. Fuoricampo è un appassionato e sentito omaggio e tuffo nella decade degli 80’s. A livello musicale con l’innesto del synth e di un basso che sembra uscito da Rio dei Duran Duran, e a livello testuale e visivo con un celebrazione del culto estivo che tanto cinema e tv italiana hanno palesato in quegli anni e che il leader Tommaso Paradiso non disdegna affatto, basti pensare ai film citati in un suo recente articolo su Rock.it. A prescindere dal cambio, Fuoricampo – dopo un anno di ascolto – si conferma un grandissimo disco, impeccabile a livello di produzione e con un pathos e una malinconia sincera e autentica. È già un classico insomma e come giusto che sia questo classico va celebrato con una data conclusiva nella Roma da cui parte tutto. Infatti, sono le note di papà Venditti con “Ricordati di Me” a dire al pubblico che il live sta per iniziare.

Si parte forte e nonostante siamo alla fine del tour, i Thegiornalisti hanno la forza e la grinta di agitarsi sul palco: ci tengono a fare bella figura, anche perché il luogo è strapieno e la maggioranza dei presenti conosce ormai a memoria tutte le canzoni. L’inizio è sancito dalla calda e sofferta “Per Lei” a cui segue un altro bel pezzo di Fuoricampo, ovvero “Insomnia”. È questa la fortuna dei Thegiornalisti di oggi: oscillare con spontaneità tra il dolente rammarico del bel tempo che fu’ e l’euforia che solo un pezzo pop sa darti, in questo caso la successiva “Balla” ne è l’emblema perfetto. Paradiso è quasi isterico nei suoi movimenti, nelle sue danza e balli, ma non disdegna affatto di impugnare la chitarra elettrica per regalarci a metà live un cavallo di battaglia – e a sue stesse parole il pezzo preferito: “Autostrade Umane”. Brividi. Gli stessi che suscitano l’interpretazione di “Proteggi questo tuo ragazzo”. Gradito il recupero di “E Menomale” dall’esordio, ma è con “La Fine dell’Estate” che tutta la serata acquista senso e compiutezza. Unica critica sono gli stacchetti che a volte si è concesso il gruppo tra un pezzo e l’altro, forse per sdrammatizzare un po’: li ho trovati più adatti alla band di Jovanotti che ad un gruppo che ha fatto, nel bene e nel male, dell’intensità il suo marchio di riconoscimento.

Nei due bis conclusivi il live raggiunge la sua vetta: se “Io Non Esisto” è una catarsi dolorosa e liberatoria, la conclusiva “Promiscuità” – con l’ormai abituale tuffo di Paradiso tra la folla – è la canzone perfetta per chiudere questo magnifico rituale di fine stagione romano. L’estate è ormai agli sgoccioli ma la nostra voglia di riviverla – insieme ai suoi paesaggi, viaggi e amori – non finirà mai e quando sapremo che le immagini si stanno scolorendo, basterà ascoltare i Thegiornalisti.


Scaletta:

Per Lei
Insomnia
Balla
Proteggi questo tuo ragazzo
E Menomale
Fine dell’Estate
Aspetto Che
Autostrada Umane
Mare Balotelli
L’importanza del Cielo (Miyazaki)
Io Non Esito
Promiscuità

 

Di Alessio Belli

.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *