Generazione XL – Intervista a Tommaso di Giulio

Generazione XL – domenica 26 maggio

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Siamo ancora dietro le quinte dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e tra un camerino e l’altro incontriamo una nostra vecchia conoscenza: il buon Tommaso di Giulio.
Ebbene, dopo un breve ‘ciao, come va, a casa tutto a posto’ ci siamo fatti aggiornare dall’appena citato cantautore capitolino sulle novità che lo riguardano, senza un vero filo conduttore.
Diciamo che ci siamo fatti una chiacchierata randomica su tutto e qui sotto ve ne riportiamo i punti salienti (o interessanti, volendo).

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CheapSound: Insomma, recensioni del disco? Come sono andate – a parte la nostra (se clicchi QUI te la leggi tutta tutta, l’ha scritta Barracco)?

Tommaso di Giulio: Le recensioni del disco sono state straordinariamente buone, molte sia cartacee che online, circa 12 online e 5 cartacee, una sulla Repubblica. A Rockerilla è piaciuto un botto. Sul Messaggero hanno sbagliato e parlando di stasera hanno invertito: “The Niro presenterà Per fortuna dormo poco”.

CS: Com’è Gazzè?

TdG: Gazzè è adorabile, ci avevo gia suonato qualche anno fa, nel 2009, in una trasmissione TV in cui invitavano un super emergente e un non. Facemmo un pezzo mio, ‘Le mie scuse più sincere’, e ‘Annina’, due bassi e due voci. E niente a distanza di un po’ di anni gli ho chiesto se…beh, io sto in fissa con Gazzè da una vita, gli andava di di farmi aprire una data e me ne ha date due, quindi è stato molto carino, tutte e due le volte tremila e tremila persone  e dopo un’ora di attesa che ti chiamano “Max, Max, Max” ti prende l’ansia e invece sono stati fenomenali, sia a Bari che a Campobasso ci hanno accolto in maniera davvero squisita, ci hanno fatto suonare tutto il set, io pensavo tutte bottigliate alla Blues Brothers, “morite merde”, e invece no. Quindi con lui umanamente benissimo, abbiamo degli interessi matti in comune. Roba un po’ psichedelica, un po’ esoterica ci piace, ci piacciono un sacco a tutti e due i Police, le chiacchere a cena sono state pure molto divertenti, io lo adoro cosi in generale, tutti i dischi li conosco a memoria.
È stata un’esperienza mega positiva.

CS: E il tour, come va?

TdG: Il tour sta andando bene. Quest’anno sta andando bene un sacco di città, non essendo assolutamente noto al di fuori di Roma, invece, qualche roba si è sparsa perchè siamo andati a Milano e c’era gente, a Napoli e c’era gente, siamo andati a Firenze e ci hanno detto di rivenire due volte mò a giugno e poi andiamo a suonare in Francia a metà giugno. Nel frattempo varie date a Roma tra cui questa qua, varie a Napoli a Perugia dovremmo andare a Bologna, andremo a  Treviso a luglio, a Marsiglia al Festival della Cultura ci hanno scelto come rappresentanti italiani in cui faremo delle cover di Dalla e Iannacci.
E niente, procediamo cosí, con questa aperura e poi questa stragradita di De Niro, un altro paio piuttosto grosse che mi hanno detto che non posso dire, ma sono mega contento, quindi sta procedendo tutto bene.

CS: Futuro? Pensi già ad altro oppure ti stai concentrando su quello che hai ora?

TdG: Sì. Zero concentrazione sul presente, solo futuro. Penso di aver scritto una trentina di pezzi nuovi perchè le cose si agitano si rimescolano, alcune si chiudono invece…. Da queste ne vorrei ricavare un doppio, ho scritto proprio un progetto reale da concept album da fare tra un anno e mezzo, il tempo di far respirare questo che è appena nato, cioè io ci lavoro da due anni però è uscito a marzo quindi è un bambino, il tempo che diventa adolescente lo prendiamo subito a calci e arriva il nonno perchè è un doppio di venti canzoni con un’idea di base che magari non svelo però sarà una roba sul tempo che segue un po’ il filo logico di ‘Per fortuna dormo poco’. E’ un disco sul tempo, sulle fasi lunari, sulla notte, sulla giornata, sui viaggi che poi magari non te va de viaggia’ però ce devi andare perche devi andare a trovare la fidanzata che sta in Erasmus, oppure quella non dice solo vado in Erasmus ma mi trasferisco proprio, perchè dice che in Italia il lavoro non c’è, che c’è la crisi e tu stai qua a canta’ le canzoni in italiano e questa sta in Australia, avoja a dire che ci stanno i ragni giganti che sono pericolosi, ci va uguale…
E quindi no, bello…la recensione di CheapSound diceva a un certo punto che di Giulio deve scegliere tra fare il cantautore, tra far ridere e fare pezzi rock, non vedo perchè…!

CS: Eh l’ha scritta Barracco (genio indiscusso ndr), non c’ho capito un granchè neanche io!

TdG: Calcolando che la cosa bella di questo disco, rispetto a tante altre uscite, fu in realtà che, messe a fuoco nella loro specificità…ma questa è una cosa che hanno scritto in tanti, cosa che mi ha fatto piacere perchè era un po’ quello il mio intento: non sapendo scegliere molto bene, quando si ascolta un sacco di musica diversa da Bjork a de Andrè ai Bachi da Pietra, quando mi metto a scrivere una canzone – che pure quello magari è un atto casuale, che magari torno dopo aver fatto altre cose, sto controllando una cosa sul computer, c’ho la chitarra ed esce il pezzo – hard rock, un pezzo new wave adesso un pezzo da cantautore con la ‘c’, con la barba…e siccome nel disco ci sono, effettivamente, un pezzo new wave, un pezzo elettronico, un pezzo tre quarti acustico con l’ukulele, un pezzo con un quartetto d’archi che pare Anthony and the Jonsons etero, un pezzo beatlesiano, allora sì: c’è questa sorta di schizzofrenia musicale che io chiamo schizzofrenia, qualcuno dice camaleontico, poliedrico io dico schizzofrenia perchè ho difficoltà di scelta, perö c’è un filo logico in ciò che rende il progetto un disco: i testi, le atmosfere che vengono create e soprattutto anche la scaletta, siccome io sono anche un po’ istruito anche sul cinema – se si parla di ordinare il materiale -, se la scompagini salta anche tutto un senso. Faccio un esempio: una canzone del disco si chiama ‘Le canzoni allegre’, ed è un pezzo psichedelico tipo anni ’60 in cui il ritornello dice che le canzoni allegre non servono a niente: chiude il disco, ma la penultima canzone è la canzone più allegra del disco, un pezzo dance – che tra l’altro la dance anni ’90 andrebbe rivalutata, grazie a (si apre una lunghissima digressione sul ritorn degli anni ’90 a Roma con motivetti cantati a ruota ndr).

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Di qui in poi l’intervista perde di interesse – almeno per voi, noi siamo rimasti 20 minuti a parlare degli anni ’90 e di come fossero influenzati dagli ’80, i ’90 bene, i ’90 male.
Tommasone ha fatto ogni cosa che ci ha detto in questi mesi estivi, compresa una partecipazione all’unico festival delle band romane che spaccano, chiamasi Roma Brucia.
Noi lo seguiamo e ci teniamo aggiornati sui suoi movimenti, dovreste farlo anche voi e dovreste, soprattutto, ascoltare Per fortuna dormo poco, il suo album d’esordio.
Siamo diventati incapaci e non riusciamo a trovarlo tutto per farvelo sentire. Però vi piazziamo la title track che è su YouTube, poi magari navigate e ascoltate il resto. Perchè merita.
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R’n’R
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GF

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