Intervista a Tony Tammaro in attesa del nuovo album

TammaroTutto è nato come un gioco.
Dopo aver notato Canzone Popolare, il video della nuova canzone di Tony Tammaro, io e Filippo ci siamo detti scherzosamente: gli facciamo un’intervista?
A mia insaputa lui gli ha scritto veramente e il giorno dopo mi sono ritrovato a buttare giù delle domande su un personaggio del quale conosco molto bene e stimo incredibilmente le doti satiriche.

Sono passati dieci anni da quando costringevo Filippo stesso e gli altri compagni delle elementari ad ascoltarlo.
Oggi dopo essere stati accolti da inaspettata seriosità e grande gentilezza, con estremo piacere vi propongo quello che è venuto fuori da questa esperienza:

CHEAPSOUND È da poco uscito il tuo nuovo video Canzone popolare, dobbiamo aspettarci anche un nuovo album?
TONY TAMMARO Sicuramente! Ci sto lavorando.

CS Che impronta vuoi dare a questo progetto?
TT Fedele alla linea è il mio motto. Ci sono più cose da osservare adesso rispetto a quando ho iniziato a fare musica, ma il mio stile è personale e non lo cambio manco se mi ammazzano.

CS Tutta la tua carriera è stata segnata da etichette indipendenti. Com’è cambiato il mercato della musica in questi vent’anni? Si può ancora vivere con la musica o è un’utopia?
TT Più che di etichette indipendenti, parliamo di dischi autoprodotti. Il mercato, alla fine si è spostato verso quello che io facevo venti anni fa. Al giorno d’oggi, tutti, chi più chi meno, si autoproducono qualcosa. Si sono abbattuti i costi, ma il vero problema resta sempre la promozione. Quella nei canali tradizionali costa ancora tantissimo.
Io di musica ci vivo, ma ho avuto la fortuna di nascere al sud. Qui ci sono le feste patronali e le cerimonie in cui si chiama il cantante. Al nord è un po’ più difficile vivere di musica.

CS Sei figlio d’arte… Quand’è che le strade di musica e satira si sono intrecciate nella tua vita?
TT Da subito. Mio padre cantava canzoni classiche napoletane e io ho cominciato a lavorare con lui come fonico a 12 anni. Nell’ambito della canzone classica napoletana c’è un sottogenere chiamato “macchietta”. Sono canzoni satiriche che ho cominciato ad ascoltare fin da bambino.

CS Dal Trerrote al Social Network, passando per il cellulare. Chi erano i “tamarri” di un tempo e chi sono i “tamarri” di oggi?
TT L’Italia è un paese che è passato rapidamente dal vino con la gazosa al mojito. Oggi “tamarri”, lo siamo un po’ tutti. Abbiamo rifiutato le tradizioni dei nostri nonni per gettarci in tutte le novità possibili con effetti che talvolta rasentano il ridicolo. In questo, i “tamarri” di un tempo non si differenziano per niente da quelli di oggi.

CS Tu sei solito esibirti nei dintorni di Napoli ma all’occorrenza, sei anche uscito dal territorio campano. Qual’ è stata l’accoglienza?
TT A Torino ho vinto tre volte il “Festival di Sanscemo”. A Perugia feci 2000 paganti a un festival. A Roma altrettanto. Ho fans insospettabili dappertutto, soprattutto nelle università, ma continuo a lavorare al sud. Il motivo l’ho già spiegato prima.

CS Qual’ è il tuo rapporto con la capitale?
TT Ci ho vissuto per due anni, al Nuovo Salario. Roma è nel mio cuore e mi emoziono ancora per un gol del pupone. Ogni volta che ci vengo a cantare ricevo grandi manifestazioni d’affetto. Se il giro di lavoro me lo consentisse, ci tornerei a vivere, ma a Roma non ci sono le feste di piazza e i matrimoni.

CS Che consigli daresti ad un ascoltatore non napoletano per introdurlo nel mondo dei tamarri e del loro dialetto?
TT Ascoltate un mio brano, poi cercatevi su Facebook un amico napoletano che ve lo spieghi.

CS Le tue registrazioni più famose spesso si componevano semplicemente di chitarra e voce, senti un po’ nei tuoi ultimi dischi la nostalgia di quel sound?
TT Le mie prime registrazioni erano in presa diretta con l’accompagnamento della sola chitarra, i testi, si comprendono meglio con un arrangiamento “minimale” ma, tutto sommato, la musica è bella proprio perché ci sono tutti gli altri strumenti ad accompagnarla. Oggi preferisco cimentarmi anche con l’arte di arrangiare i miei brani.

CS Credo tu sia in un certo senso il capostipite di un genere. Quali sono stati in principio i tuoi ispiratori? Forse Renato Carosone?
TT Carosone innanzitutto, ma anche Buscaglione, Jannacci, Modugno e Edoardo Bennato prima maniera.

CS Vincenzo e Tony…”Tamarri” entrambi o ritieni che il primo sia gentile ed educato?
TT Vincenzo è totalmente diverso da Tony. Timido, riservato e un po’ meno “tamarro” di Tony.

CS Spesso nei tuoi testi ci sono situazioni di amanti sfacciati, ma anche mogli che vogliono primeggiare sugli uomini. Tu cosa pensi dell’altro sesso?
TT Le donne hanno capito molte più cose di noi. Sono più concrete. Se devo scegliere tra un’uscita con un uomo o una donna, preferisco uscire con una donna. Da loro c’è tanto da imparare. Certo negli ultimi tempi, dopo le battaglie femministe, le donne stanno vivendo un periodo nero. Gran parte di loro non riesce a trovare un compagno.

CS La canzone di Tony Tammaro alla quale sei più affezionato?
TT Sicuramente Patrizia. Mi ha cambiato la vita.

CS Ti ringrazio e ti chiedo un saluto e un augurio agli amici di CheapSound…
TT Con la mano sopra al petto e con il massimo rispetto, saluti agli amici di ChepSound da uno che dalla sua finestra vede un oggetto scuro e minaccioso chiamato Vesuvio.

Alberto Piromallo

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