1M Festival: intervista ai Toromeccanica

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Pochissimi minuti dopo il loro live, noi di CheapSound siamo i primi ad intercettare i Toromeccanica, la band di Alezio composta da Gianpiero Della Torre, Matteo Torsello, Giorgio Maruccia, Iulio Merenda e Mauro Levantaci, e riusciamo ad accaparrarci i commenti a caldo.

TOROMECCANICA

CheapSound Allora ragazzi com’è andata?
TOROMECCANICA È andata benissimo! Poi si sente davvero molto bene, l’acustica è pazzesca. Il bello di questi live è che dopo il primo minuto cominci a carburare. Mentre alla prima canzone eravamo un po’ titubanti, alla seconda eravamo lanciatissimi! Infatti la canzone che più ci premeva l’avevamo messa per seconda perché era la più grintosa…

CS Ecco appunto parliamo di questa canzone “L’amore ai tempi della crisi”: perché proprio questo brano per il festival?
TM Allora praticamente con questa canzone abbiamo lanciato il nostro primo e fino ad ora unico album “Star System” nel 2011. È stato uno dei due singoli di punta dell’album, l’abbiamo scelta perché era molto attuale, sebbene scritta più di un anno fa, e poi aveva questo ritmo bello dance che magari non era proprio adatto al primo maggio, ma che ci andava di portare sul palco.

CS E Com’è stato il riscontro del vostro primo l’album fino ad ora?
TM Devo dirti meglio di quanto ci aspettassimo. Siamo riusciti a vendere molti dischi anche dopo i concerti…addirittura l’album è uscito dapprima in una versione di 7 brani. Quindi non era un album, bensì un ep, poi è progredita la cosa ed è diventato un album distribuito per vie nazionali…

CS Infatti noto che anche molte altre band all’esordio prediligono oggi gli ep piuttosto che gli album…
TM L’ep è una specie di esibizione viva, un biglietto da visita che però non ti brucia tante canzoni…Quello che interessa a livello mediatico tanto sono i cavalli di battaglia. Se non hai un pezzo di quel calibro lì, hai buttato dieci, undici pezzi, un lavoro di un bel po’ di tempo e un mucchio di soldi, quando poi magari 2-3 canzoni bastano all’inizio per farti conoscere. Anche perché il primo cd è pericoloso. Ci metti tutto quello che hai fatto in una vita, e tutti i pezzi quindi sono la creme de la creme. Non puoi giocarteli tutti! C’e l’ep, poi se va bene si ristampa…è così che abbiamo fatto!

CS Suonate dal 2005, quindi non da poco, ma come vi siete conosciuti? Noto che avete tutti delle età molto differenti…
TM Ci siamo conosciuti nello stesso paese, a Gallipoli…abbiamo cominciato come quasi tutti, dapprima come una cover band poi è cresciuta la nostra complicità e sono arrivati i pezzi nostri. All’inizio però non avevamo uno stile nostro, facevamo canzoni alla Vasco per intenderci, poi abbiamo cominciato a scrivere e abbiamo trovato una forma nostra di composizione, strana e piuttosto ironica, abbiamo cominciato a divertirci di più e abbiamo trovato il nostro stile musicale…

CS Vi terremo d’occhio noi di Cheapsound…Quando tornate a suonare a Roma?

TM Torniamo per il Contestaccio!

Dopo l’ennesima interruzione del Messaggero.it, salutiamo i ragazzi con un grande in bocca al lupo e li lasciamo andare per altre interviste.

L.L.

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