Metal, Tothem: Osaka Bed & Breakfast!!

Chiunque segua l’underground metal italiano saprà che la scena è molto viva e vivace, con un buon numero di band interessanti e (in alcuni casi) anche innovative; saprà anche che la situazione mainstream è desolante, ma il discorso si farebbe lungo e ci distoglierebbe dai Tothem, gruppo riconducibile al gothic della seconda ondata – non dunque quella dei Peaceville Three ma quella, di maggior successo, sviluppatasi in tutta Europa a cavallo del 2000. Già emerge una difficoltà: come si può spiccare in un genere inflazionato e a cui proprio l’Italia ha dato un contributo fondamentale, quei Lacuna Coil che rappresentano il lato più radio-friendly del goth metal?
La risposta è così banale da essere in effetti complicatissima: con tanta qualità. Per sciogliere definitivamente le riserve sui Tothem – per capire cioè se possono essere un’altra valida alternativa ai colossi nordeuropei – aspetterò il disco di debutto, tuttavia questo secondo EP, Osaka Bed & Breakfast, offre già notevoli garanzie. Il primo aspetto che spicca è un fondamentale senso di coesione: la voce di Roslen (su cui va aperto un capitolo a parte) non è mai lasciata “da sola” a reggere il sound, ma è sempre sorretta e bilanciata da arrangiamenti molto ben studiati e suonati. Il rischio, parlando di uno stile che probabilmente vede i suoi giorni migliori alle spalle, era quello di limitarsi ad un “creativo citazionismo” dai già citati Lacuna Coil, dai Nightwish o, con le eccezioni del caso, da Within Temptation e After Forever. Invece l’equilibrio tra le componenti sonore e tra le varie influenze che qui e là traspaiono è già sintomo di maturità – se il riffing è tipicamente “metallico”, passando da uno stile thrash negli stop’n’go a ispirazioni più classicamente maideniane senza soluzione di continuità (e comunque non vengono disdegnate aperture vicine al rock anni novanta), di contraltare troviamo un intenso uso delle tastiere, a volte vicine al gothic “puro”, altre volte paragonabili ad uno stile settantiano molto discreto e raffinato. Dicevamo invece prima delle parti vocali, e anche qui i Tothem si fanno apprezzare, con un’ottima varietà di stili e registri ed un uso sapientemente moderato di sovraincisioni e di controcanti (a cura del chitarrista Black Cyril). Una pignoleria può essere far notare come Roslen si trovi meno a suo agio in quelle parti “sforzate” in voce piena – un esempio può essere l’ultima ripetizione del chorus in Cross the Line – ma per il resto dell’EP questa impressione non si conferma; dunque anche le parti vocali non sono che un punto di forza (più evidente forse per la natura stessa della musica proposta) dei Tothem.
La storia recente dell’underground italiano spinge a grande cautela nelle lodi – troppe promesse mai mantenute, troppi gruppi che per un motivo o per un altro non si sono confermati con continuità – eppure i Tothem, da quello che si può sentire in Osaka Bed & Breakfast, hanno quello che serve per farsi notare a livello europeo. Ora la palla passa alla band, che deve fare lo “step” necessario – a livello di suoni magari, o continuando a lavorare sugli arrangiamenti in modo da non avere filler nel proprio repertorio – per pubblicare un disco di debutto che susciti le stesse sensazioni positive.
Filippo Festuccia

Autore: Tothem
Titolo: Osaka Bred & Breakfast
Etichetta: Autoprodotto

TRACKLIST
1 – Cross The Line
2 – Rescue
3 – Light Of Soul
4 – Metamorfosi
5 – The Truth Behind

TOTHEM
Facebook
MySpace
Reverbnation 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *