Una chiaccherata con gli Uscita 17! In attesa del nuovo album…

Uscita 17 grandeSbattersi fino a Stazione Birra è un’impresa, spesso piacevole, si, perché il locale è uno dei più belli e importanti di Roma (o meglio dintorni), ma pur sempre un’impresa; ci vuole una buona ragione, insomma, per andarci, venerdì 25 Gennaio, ce l’avevo: Marlene Kuntz con apertura del concerto di una band di Roma, gli Uscita 17.
Ovviamente da santi protettori degli indipendenti, e della merce della nostra città, ci siamo soffermati con gli Uscita 17, una band presente a Roma e non solo da parecchio tempo, sicuramente da molto più di noi. Un’occasione per farci raccontare un po’ della loro storia che passa per certe abitudini buone e cattive di questa città che forse negli anni non sono troppo cambiate.
Così prima del concerto (Video: 123) li incontro tutti e cinque: i fratelli Federico ed Emanuele Tacchia, Gabriele Gavazzi, Luigi Leggio e Carlo Moscatelli.

 

CHEAPSOUND Aprire i Marlene Kuntz è un traguardo per una band di Roma emergente/indipendente, o come vi deifinite… Ecco, prima domanda, come vi definite?
USCITA17 Indie. Indie però nell’accezione originaria, quella che c’era quando sono usciti i Marlene che anche erano un gruppo indie. Inteso come fuori da ciò che va per radio, insomma poco mainstream. Indipendente.
Quello che all’estero definiscono hipster qui si chiama indie. Le nostre influenze appartengono a quel panorama rock anni ’90 piu difficili da ascoltare nei canali principali. Sicuramente ci sono anche influenze indie odierne, per esempio Carlo suona in una cover band degli Oasis ed ha un background piu brit, ma ci piacciono anche gli Arctic Monkeys ma anche il rock più puro come i Foo Fighters
. Siamo cinque persone che ascoltano molte cose diverse e il bello è anche questo, mescolandosi si crea qualcosa di diverso, altrimenti saremmo una cover band. 

Uscita 17 Stazione BirraCS La musica ‘indie’, nel senso di indipendente, in questo momento sta un po’ uscendo dal guscio. Secondo voi è causa della crisi della discografia pop classica oppure comincia a prevalere sul mercato ciò che piace alla gente?
U17 Beh questo è un domandone… Io sono molto cinico. (La conversazione sbalza fra un po’ tutti i componenti, in particolare i fratelli Tacchia, insomma, non è possibile fare una distinzione!, ndr) Secondo me non è per il gusto diffuso. La musica, la discografia, ormai è un tritacarne. Vuoi o non vuoi nelle situazioni dove c’e un ricambio continuo resta chi ha una storia, guarda i Marlene, Daniele Silvestri, i Subsonica o gli Afterhours. Se sei un gruppo che fa il botto e poi sparisci sei un prodotto da tritare, e al mercato serve sempre un prodotto del genere…

CS Penso a fenomeni come i tanto ‘amati’ Cani, secondo voi sono validi perché indipendenti oppure c’e talmente poca roba che esce questo?
U17 Secondo me  c’e bisogno di qualcosa di diverso. Unito al bisogno della discografia di andare avanti. Spingere oggi qualcosa di vendibile anche se alternativo è assolutamente un bene. Poi al di la del gusto personale, anche questi gruppi che escono se vai a vedere la loro storia non e gente che ha imbracciato ora una chitarra. Magari sono progetti che ora trovano lo sbocco ma se vai a vedere stanno in giro da dieci anni. 

CS E infatti, voi fra una cosa e l’altra siete in giro da parecchio. Ci si campa con la musica indipendente? Aprite i Marlene, rispetto a molti altri gruppi siete avanti…
U17 Siamo in giro da tantissimo, perché io ed Emanuele siamo fratelli, ma non ci reputiamo assolutamente avanti. Sulla carta si, abbiamo avuto le nostre soddisfazioni, ma questo perché in un modo o nell’altro in 12 anni siamo andati avanti a suonare. Ci conosciamo dal liceo e insieme coltivavamo il sogno di suonare per vivere, o vivere per suonare. Insomma, per pagare le bollette, ma ancora non ci arriviamo. Il sogno rimane, in tanti anni abbiamo avuto tante esperienze e riusciamo ad essere piu cinici e maturi quando ci capitano occasioni come quelle di stasera. Abbiamo sempre fatto tutto senza spintarelle. Ci hanno chiesto che santo in paradiso abbiamo. In realtà non ne abbiamo, se suoniamo qui è perché abbiamo fatto e facciamo ancora la gavetta, e ne vale la pena. 

CS Non vi da problemi lavorare insieme da fratelli? Ci sono gruppi che fra fidanzamenti e parentele interne finiscono per sciogliersi…
U17 Spesso ci dimentichiamo di stare in sala e pensiamo di stare in camera, mi prendo con lui delle libertà che con gli altri non mi prenderei…. Tipo gli Oasis, quei due si menano sicuramente. D’altra parte è bello soprattutto quando sei ragazzino che vivi nella stessa casa e quando vengono le idee ci si può subito lavorare. 

Uscita 17 bandCS Qual è il ruolo dell’elettronica nel vostro gruppo? Anche voi suonate ‘col Mac’ sul palco? Ultimamente fa tendenza
U17 Si ma solo per i suoni, non mettiamo le sequenze. C’è stato un periodo in cui pensavamo di usarle, ma è vincolante, e lega la prestazione dal vivo al clic e con il nostro tipo di musica  non va bene. Noi veniamo comunque dal rock puro e la nostra musica prende vita nell’esibizione live. Il disco su cui stiamo lavorando ha molta elettronica ma poche sequenze, anche perché ci piace suonare dal vivo e dal vivo vogliamo dare quello che c’è nel disco se non di più. 

CS State preparando un nuovo disco…ce ne volete parlare? Ha già un titolo?
U17 È il nostro secondo disco. A maggio è uscito un ep che si chiamava No. Ora stiamo lavorando sui nuovi pezz che stiamo facendo in collaborazione con Pierluigi Ferrantini dei Velvet che abbiamo contattato per vie traverse (raccontano dell’incontro fortuito con Ferrantini al Circolo degli Artisti che si è interessato al loro primo album, Numero Primo, ndr). Registriamo a Cose Comuni che è lo studio dei Velvet e ci da una mano per la produzione artistica. Il titolo ancora non c’è, o meglio abbiamo una mezza idea ma ancora non lo esterniamo…

CS Chiudiamo con una domanda classica e d’obbligo: da dove viene il vostro nome?
U17 Il nome viene dal lontano 2003, quando la sera prima del nostro primo live, mio padre ci portava a casa. Sulla tangenziale vide Uscita 17 e ce lo propose. Da li sono cambiate molte cose ovviamente, ma questo nome ce lo portiamo dietro anche se ormai abitiamo tutti da altre parti!

F.B.

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