Londra è proprio un’altra cosa

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Dal 28 al 31 Ottobre, per una serie di motivi, sono stato a Londra.
Casa aggratis e aereo a due lire, mi sono fatto questi 4 giorni in Inghilterra. Londra è bella, ed io, dalla prima volta che ci sono stato, l’ho subito amata in (quasi) ogni suo aspetto. Direte voi, “Roma però è a metà strada tra mare e montagna, è la capitale di uno dei Paesi più belli del Mondo, ha una storia imparagonabile, si mangia meglio, c’è un clima migliore e blablabla”, ma detto tra noi, chissenefrega!
Reputo Londra incredibile e mi ci trasferirei domani se potessi.
Tornando a noi. Sono stato tre sere, e su tre sere mi sono visto due concerti assolutamente incredibili: 29 ottobre, Arctic Monkeys +special guest The Vaccines@ The O2 e 30 ottobre, Noel Gallagher’s High Flying Birds@ HMV Forum. Non potevo desiderare di meglio da un “ponte dei morti”, veramente.
Per quanto riguarda gli Arctic Monkeys sarò molto rapido ( già ho recensito un loro concerto, anche se con questo non ha proprio niente a che fare), ma prima lasciatemi parlare due minuti dei Vaccines.
Ho comprato il loro CD (What did you expect from the Vaccines?) quest’estate a Parigi e, ascoltandoli in macchina, mi sono piaciuti. Oddio, niente di che, c’è molto di meglio, ma comunque decisamente meglio di tanta merda che gira adesso. Live, mi hanno decisamente deluso. La loro performance è durata poco più di mezz’ora e non mi ha lasciato nulla. Devo ancora capire come facciano a piacere tanto. Sono piuttosto noiosi, scontati, monotoni, e la voce di Justin Young, dopo circa cinque minuti, è fastidiosissima e quasi inutile. Insomma, definitivamente bocciati.
Fortunatamente, è impossibile dire lo stesso dei seguenti 90/100 minuti.
Arctic Monkeys immensi, giganteschi! Diecimila volte meglio che all‘I-Day; diversa scaletta, diverso atteggiamento, diversa atmosfera. I gruppi inglesi, in Inghilterra, suonano assolutamente in maniera diversa, il pubblico lo sa, e vedere un intero parterre pogare per più di un’ora di fila è qualcosa di magnifico, anche perchè gli spalti del O2 Arena non erano da meno! 10 e lode, come sempre ( anche se l’aria da sbruffoncello americano degli anni ’50 di Turner continuo ad odiarla!).
Dulcis in fundo, nientepopodimenoche lui, il fratellone mancuniano fondatore di una delle band più influenti di sempre; il buon vecchio Noel Gallagher, sta volta, ahimè, solo soletto, senza il fratellino, ma con la sua High Flying Birds band.
Come di consueto (più o meno) per i concerti di entrambi i fratelli Gallagher insieme o separati, sono riuscito ad accaparrarmi la primissima fila, appiccicato alla transenna di una venue davvero atipica per noi italiani, ma estremamente particolare. L’HMV Forum è una sorta di teatro, adibito apposta per concerti rock e similari. Il risultato? Un piccolo posto accogliente e familiare dove godersi splendidi concerti senza stare tutti ammassati come pecore, sudandosi l’anima! E’ stata la seconda data londinese di Noel, ed è stata splendida!
Sinceramente, mi ha fatto uno stranissimo effetto vederlo in mezzo al palco, davanti al resto del gruppo, in qualità di frontman. Lui era la mente degli Oasis, quello che si limitava a fare i controcanti (e che gran controcanti aggiungerei!). Ed ora invece me lo ritrovo là, tra basso e chitarra, che regge lo show praticamente da solo, mettendoci al 100% la faccia, sapendo di suonare davanti a (relativamente, per lui) parecchie persone che non aspettavano altro che ascoltare solo ed esclusivamente lui, non Noel e Liam, solo Noel Gallagher e la sua buffa compagnia di musicisti. Fatto sta che il tutto è stato molto bello. La scaletta: un misto tra brani tratti dal primo album del gruppo, ed alcune pietre miliari del periodo Oasis (chiara frecciatina al fratello è stato aprire il concerto con It’s good to be free).  I nuovi pezzi eseguiti magistralmente. Everybody’s on the run, If I had a gun, (I wanna live in a dream in my) Record Machine tra i migliori, senza dubbio. The chief ci ha anche regalato un’anteprima assoluta, introducendola così: “this one is from my next album”. Ed è partita una potentissima Freaky Teeth. E poi, ovviamente, le classiche. Che malinconia però sentire Wonderwall, Don’t look back in anger, Supersonic, Half the world away, e le altre cover (?!) degli Oasis sapendo che gli Oasis stessi non ci sono più…
A questo proposito, l’unica critica che posso fare alla serata ed alla scaletta risiede in Supersonic, suonata in acustico. Non mi è piaciuta, o meglio, non riesco a sentirla cantata da Noel. Supersonic è Liam per quanto mi riguarda, e solo lui può cantarla e trasmettere tutte le emozioni che trasmise nel lontano 1994, quando uscì nella veste di singolo di debutto di una delle band migliori al mondo!
In ogni modo. Il concerto è stato assolutamente soddisfacente e mi fa sempre un certo effetto vedere di persona uno dei miei idoli indiscussi. Ultima nota. Prima della serata, prima del concerto, prima della venue, prima di tutto, la cosa che veramente mi ha affascinato e fatto più “commuovere” è stata l’atmosfera. Vi assicuro che vedere tanti ragazzi insieme che cantano un inno generazionale come Don’t look back in anger o Wonderwall è bellissimo; ma vedere adulti di 50-60 anni che fanno lo stesso dal parterre, sorridenti, conoscendo tutte le parole a memoria, con la mano che stringe quella della moglie, e quasi con le lacrime agli occhi è un’emozione enorme, che fa riflettere su quanto la musica sia enorme, immensa, senza età e su quanto determinate parole dette in un determinato periodo storico, in una determinata società siano talmente universali da esser riconosciute come bandiera da tre generazioni di persone.
Ok, il finale è un pò smielato, am non potevo proprio farne a meno!

Yeah, M.C.

P.s.: il bassista di Noel è fichissimo!

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