Venom Inc @Brancaleone 22/10/2016

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Ad un anno dalla loro prima data romana, I Venom Inc. tornano nella Capitale in compagnia di quattro band di supporto, tra le quali spiccano Vital Remains e i piemontesi Mortuary Drape.

Importante, prima di dedicarci alla serata, è un piccolo approfondimento sui rocamboleschi eventi che hanno preceduto il live della leggendaria band britannica. Precedentemente il concerto doveva effettuarsi all’Init Club, ma in seguito al suo sequestro da parte della questura di Roma la realizzazione del live viene messa in serio pericolo. Tralasciando le questioni relative alla repentina apposizione dei sigilli alle porte del noto locale, non sono mancate sul web numerose proteste o domande da parte dei futuri spettatori, interventi che hanno lasciato trasparire profonda sfiducia nei confronti della riuscita della data capitolina. Nonostante il pochissimo tempo a disposizione, gli organizzatori della serata sono riusciti tempestivamente a trovare un degno sostituto dell’Init , infatti I Venom Inc. e i gruppi di spalla si sono esibiti presso il Brancaleone. Location d’eccezione per un concerto di musica estrema, si è rivelato un ottimo locale per ospitare un tale evento.

Ad aprire le danze troviamo gli australiani Desecrator, autori di un Thrash Metal classico di inizio anni ’80, conforme alle stile “Bay Area”. Decisamente lontani dall’essere coinvolgenti, i Thrashers hanno tentato per tutta la performance di provocare una reazione positiva nei paganti. Il frontman e chitarrista Raley Strong, per pochi minuti, è sceso dal palco per suonare da una postazione decisamente originale: sopra ad un tavolino posto al lato dello stage. Nonostante ciò, il pubblico non ha sentito il coinvolgimento emotivo sperato dai musicisti.

Il secondo gruppo di spalla sono i brasiliani Nervo Chaos, band che ultimamente si è fatta notare sul suolo italiano a causa della reiterata attività di supporto a nomi del calibro di Pentagram (Chile) ed Incantation. Attivi dal 1996, i Nervo Chaos sono riusciti solo ultimamente ad ottenere una notorietà internazionale. Fautori di un Death Metal di stampo moderno, la band si dimostra più convincente della prima, anche se la loro proposta si rivela poco affine a quella dei gruppi più attesi. Seppur l’impegno ci sia stato, non ho notato nel pubblico grande entusiasmo, come invece si manifesterà durante l’esecuzione delle successive band.

Dopo queste due esibizioni ci concediamo una breve boccata d’aria in vista di uno dei momenti salienti della serata, ovvero la performance dei Mortuary Drape. Maestri del dark sound all’italiana e nome di punta del metal nostrano, i Mortuary Drape, nonostante la trentennale attività, coinvolgono il pubblico nell’alone sepolcrale che avvolge il live non facendo rimpiangere il passato. Wildness Perversion e compagni fanno il loro ingresso sul palco con indosso dei mantelli che ricordano delle messe nere e dei rituali magici, inoltre notiamo la presenza di un leggio che accompagnerà tutta la performance del frontman. Face painting, foschia artificiale e testi al limite del ritualistico hanno caratterizzato il concerto della band piemontese. Tra le maledizioni scagliate contro il pubblico da parte della band troviamo capolavori del calibro di “Obsessed By Necromancy”, “Tragenda” , “Lithany” e “Primordial”. Per festeggiare i trenta anni di attività del combo veniamo invitati da Wildness Perversion ad uno show che si svolgerà ad Alessandria, data dove si potrà gustare al meglio il percorso della band che ha fondato il “Black-Occult Metal”. L’esibizione dei Mortuary Drape ha fortunatamente fatto dimenticare quelle precedenti, il pubblico può finalmente ritenersi soddisfatto.

Dopo la storica band italiana assistiamo allo show di un altro gruppo importante: gli statunitensi Vital Remains. L’opinione comunemente diffusa su di loro è che solo la prima uscita “Let Us Prey” sia un ottimo disco, mentre quelli successivi presentano un sound sostanzialmente banale. Questo è lo spirito con il quale si approccerà allo show la maggior parte del pubblico, il quale rimarrà sostanzialmente deluso a causa del fatto che l’esibizione si concentrerà sui brani composti recentemente. La delusione prenderà il sopravvento anche nel nuovo frontman, ovvero Brian Werner, per via della debole risposta emotiva da parte degli spettatori. Stupisce che una band di questo livello porti con se una così piccola affluenza di paganti, infatti la maggior parte di questi si trovava all’esterno della struttura nel momento dell’esibizione. Neanche scene teatrali come la violenza perpetrata da Werner nei confronti di una copia della Bibbia data alle fiamme provoca sufficienti reazioni. Probabilmente i Vital Remains sono riusciti a sopravvivere sino ad oggi per la precedente esperienza con una personalità del calibro di Glen Benton (Deicide), sennò sembra difficile capacitarsi di questo fenomeno tutt’altro che positivo.

Dopo questa parentesi negativa la frenesia sale, finalmente possiamo assistere al live dei Venom Inc! Composta per due terzi da membri fondatori, ovvero Abbadon (batteria) e Mantas (chitarra), la band è anche supportata da The Demolition Man alla voce e al basso. Il frontman ha pubblicato con i Venom ben tre album dal 1989 per poi abbandonare dopo alcuni anni. Al momento esistono due band che si contendono il primato per chi sia la vera portavoce della seminale band proveniente da quel calderone primordiale che è la New Wave Of British Heavy Metal. Il parere comune è che i Venom di Cronos non siano all’altezza dei Venom Inc di Abbadon e Mantas e sinceramente anche il sottoscritto tende per questa opinione. Questa viene confermata dalla grande affluenza di pubblico ad un anno di distanza dalla precedente esibisione al Traffic Club e dal pogo dis-umano che si è scatenato sotto al palco. Quelli che ormai possono essere considerati uomini di una certa età in realtà hanno cercato di tornare il più indietro possibile nel tempo, sfornando autentici classici della musica Heavy come “Witching Hour”, “Sons Of Satan”, “Welcome to hell” o la finale “Countess Bathory”. La mancanza di un frontman di impatto come Cronos non si fa sentire e Demolition Man riesce a supplire a questa, probabilmente dimostrando più grinta e anche più umanità. Questa tendenza a schierarsi con la formazione di Abbadon e Mantas è anche dovuta alla loro gentilezza e disponibilità con i fans, sia nella volta precedente di un anno fa che in questa. La performance live si riconferma di altissimo livello e quindi non permette di formulare opinioni diverse dalle precedenti.

In conclusione ci sta quindi da sottolineare lo stupore per la prestazione delle band più attese, ovvero Mortuary Drape e Venom Inc e l’entusiasmo per una sede decisamente inusuale per i concerti Metal nella capitale, ovvero il Brancaleone. Rimane da chiedersi se le attese di Cronos abbiano possibilità di essere soddisfatte in futuro, anche se difficilmente questa ipotesi sembra credibile se la risposta data dalla band con il suffisso “inc.” si rivela essere di tali proporzioni.

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