“BRA!”: le braccia rubate all’agricoltura dei Venus in Furs!

Venus In FursNe siamo certi! Alle parole Venus in Furs vi sarà di sicuro venuto in mente il celebre brano di una delle più grandi band del secolo scorso: i Velvet Underground!

Eppure da un po’ di tempo quando sentiamo parlare della venere in pelliccia un’altra immagine si affaccia irriverente nella nostra mente, vale a dire quella di quattro giovani pisani che con la loro musica raccontano con ironia dissacrante gli aspetti più indecenti della nostra società.

A due anni dalle 13 tracce di Siamo pur sempre animali i Venus in Furs sono infatti tornati a farsi sentire con sei pezzi raggruppati sotto il grido di BRA! Braccia Rubate all’Agricoltura. Non solo un nuovo disco ma anche un nuovo modo di presentarlo al pubblico. La band ha infatti deciso di distribuire il proprio lavoro attraverso l’inconsueto formato Key-Play USB. Superato il vinile, accantonata l’audio cassetta, distaccato in volata persino il cd, il gruppo toscano presenta sulla scena un modo del tutto innovativo di riprodurre e diffondere la propria musica. Un formato che permette un approccio immediato, pratico, universale al secondo disco dei Venus e che offre una panoramica a 360° su quello che è il loro nuovo progetto. Non solo le sei tracce registrate da Nicola Baronti presso il White Rabbit Hole ma anche il video del loro primo singolo, Leggings, i testi delle canzoni e altri contenuti extra per non perdersi proprio nulla dell’universo gravitante intorno a  BRA!.

Leggendo i testi, a prescindere dalla loro riuscita musicale, si ha quasi l’impressione di avere davanti agli occhi un disco rap. Le parole ricadono pesanti su loro stesse, taglienti e sincopate e non vengono risparmiati personaggi famosi e luoghi e oggetti culto dei giorni nostri. Uno sguardo critico e polemico che mostra una ferma volontà di ridicolizzare determinate concezioni e di ritrarre con fedeltà e semplicità scene di comune vita banale. Nessuno è risparmiato dalle loro stoccate che colpiscono tanto i tipici personaggi-bersaglio della crème italiana (si veda Sotto Stress e suoi Belen, Corona, Platinette, Barbara D’Urso e Silvio) quanto i pilastri dell’underground indie italiano e i suoi stereotipi (“tu che vieni ogni night per fotografarmi ai live con la tua Reflex Canon 5 d, ma dai!”, Leggings).

Con i loro testi dissacranti, ironici e satirici i Venus in Furs si immettono con successo in quella ‘corrente’ (caratterizzata appunto da toni beffardi, ironia spinta al limite e tiro a freccette su tutto ciò che è ritenuto sacro e intoccabile) che tanta soddisfazione sta dando alla musica italiana negli ultimi tempi portata in trionfo da gruppi come i KutsoManagement del Dolore Post Operatorio, Lo Stato Sociale e via dicendo.

Anche il videoclip di Leggings, incluso nella USB, si configura come una provocazione nei confronti della Chiesa richiamando la polemica mossa fin dalla copertina dell’album e ripresa dal brano Nel Nome del Padre, che tra parole acide innesta una  melodia rockeggiante che difficilmente abbandona la testa dell’ascoltatore. Due parole vanno spese anche per l’ultima traccia del disco, Via del Cappello, in cui i nostri eroi sembrano fare il verso fin dal titolo alla Via del Campo di De André recuperando in un certo senso un’inclinazione più intimista e cantautoriale senza perdere però la loro sagacia nell’analizzare le questioni più spinose.

I Venus in Furs con un’attitudine punk, un suono rock e quell’inclinazione indie, che al giorno d’oggi non guasta mai, le cantano e le suonano più o meno a tutti, dimostrando di non essere braccia rubate all’agricoltura ma giovani musicisti determinati a ritagliarsi un proprio spazio nel panorama musicale italiano.

BRA Braccia rubateA.I.

Autore: Venus in Furs
Titolo: BRA! Braccia rubate all’agricoltura
Etichetta:  Phonarchia Dischi/Cavalleria Burlesque

TRACKLIST
1 – Leggings
2 – Braccia rubate all’agricoltura
3 – Nel blues dipinto di blues
4 – Nel nome del padre
5 – Sotto stress
6 – Via del cappello

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