Verdena @Rock in Roma

Verdena Rock in Roma 3

Verdena socialIl giorno prima del concerto, la bella notizia: “Amici, oggi annunciamo con gioia la data di uscita del secondo volume. Sappiamo che volete saperlo, anche se qualcuno lo sa già. Qualcuno tra quelli che sanno però, credono solo di sapere. Inoltre qualcuno non lo sa e anche se a qualcuno non interesserà saperlo, amici, togliamoci ogni dubbio. Endkadenz Vol.2 uscirà il 28 Agosto“.
Firmato Verdena, sul loro Facebook.

Un buon motivo per festeggiare con i diretti interessati anche il loro ritorno nella Capitale dopo la data di maggio. Per i Verdena continua questa sorta di impossibile ed unica favola indie in cui un ampio – anzi, unanime – consenso di critica si accompagna ad un sempre crescente aumento di spettatori e fan. E numerosi sono anche questa sera gli spettatori dello show: una presenza variegata in cui convivono fan della prima ora – ergo, 1999 – con in alcuni casi prole al seguito, e ascoltatori dell’ultima fase più palesemente dark-indie-teen.

Una gradevole, quanto personale, constatazione prima di entrare nei dettagli della serata: sul palco insieme ai Verdena c’era un clima molto disteso, colloquiale, quasi amichevole. In un paio di momenti ci sono stati dei problemi tecnici e tra di loro scherzavano con lo steso approccio in cui si rivolgevano alle urla e gli applausi del pubblico. L’ho apprezzato. Ora andiamo a vedere cosa è successo l’altro ieri.

Verdena Rock in Roma 2Aperti da due band di massimo rispetto come Miriam in Siberia e i Fast Animals and Slow Kids, poco dopo le dieci la gonna a righe bianche e nere e il ciuffo biondo di Roberta Sammarelli (amatissima) infrangono le tenebre del palco del Rock in Roma e i fratelli Ferrari la seguono in contemporanea. Un boato del pubblico, e uno dei brani più belli e intensi di Endkadenz Vol.1 apre le danze, anzi le denz: “Alieni fra noi”, in cui la chitarra e i movimenti della base ritmica poderosa iniziano a scuotere l’aria delle Capanelle. I Verdena non sono dei fomentatori di folle, al massimo scherzano cripticamente fra di loro (risultando spesso incomprensibili per chi non mastica molto il dialetto bergamasco), e oltre a “grazie” e “buonasera” non esclamano molto: fortunatamente le loro canzoni parlano in loro vece – come è sempre giusto che sia – e così arriva una bella doppietta con altri due pezzi forti del Vol.1: “Ho una Fissa” e la malata elettronica, quanto rinfrescante, di “Sci Desertico”.
Non nascondo la mia personale goduria nel sentire subito dopo uno dei miei pezzi preferiti dei Verdena, la seconda traccia del primo disco di Wow e anagramma della mia band preferita (a voi la soluzione dell’enigma): “Loniterp”. Il mio entusiasmo è ovviamente condiviso dalla folla che non si ferma nemmeno quando parte subito la convulsa “Derek”. Da qui le commistioni tra passato e presente si fanno più fitte ed ecco intrecciarsi nella scaletta “Un po’ esageri”, “Non prendere l’acme, Eugenio” e la perla altissima di Solo un Grande SassoMiami Safari”.
Notevole la doppietta di quasi congedo “Viba” (classico cantatissimo)\ “Muori Delay” che sfocia nella conclusione della prima parte affermata con “Rilievo”.
Il pubblico freme, il caldo non esiste, molti non hanno pogato abbastanza e qualcosa riescono a fare nei bis: “Morbida”, “40 secondi di niente” (la chicca che vale il prezzo del biglietto), la bomba “Isacco Nucleare” e l’onirica e avvolgente conclusione di “Funeralus”.
Verdena Rock in Roma 1Dopo il concerto ho sentito parecchi delusi dalla mancata esecuzione di brani storici quanto sventrafolle come “Valvonauta” o comunque di pezzi più rock meglio finalizzati a creare entusiasmo ed euforia. Ecco come la penso: avrei preferito anche io l’innesto nella scaletta di qualche pezzo più energico. Brani come “Phantastica”, “Elefante”, “Spaceman” – solo per citarne qualcuno – li avrei ascoltati volentieri, ma a prescindere dalle priorità personali, l’innesto di questi pezzi non avrebbe fatto per niente male poiché molte volte si sono palesate della situazioni di risacca e staticità musicale. Da qui a lamentarsi dell’insufficienza del live appellandosi ad una canzone in particolare lo trovo alquanto superficiale.

Detto ciò i Verdena ora si possono permettere di fare il bello e il cattivo tempo, persino deludere i fan di Roma con una scaletta più particolare. Visto che per il sottoscritto è molto più importante l’evoluzione del gruppo più che il loro riscontro di consensi, auguro ai Verdena di continuare così. Anche perché il Vol.2 è alle porte e il futuro è una terra straniera.

Di Alessio Belli

SCALETTA

  1. Alieni fra di noi
  2. Ho una fissa
  3. Sci desertico
  4. Loniterp
  5. Derek
  6. Le scarpe volanti
  7. Contro la ragione
  8. Un po’ esageri
  9. Non prendere l’acme, Eugenio
  10. Miami Safari
  11. Castelli per aria
  12. Nevischio
  13. Puzzle
  14. Miglioramento
  15. Viba
  16. Muori delay
  17. Rilievo

ENCORE

  • Morbida
  • 40 secondi di niente
  • Isacco nucleare
  • Funeralus.
    .

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