Viaggi Cosmici nell’inferno del rumore: Ufomammut ci presentano il loro “Oro”.

E’ la seconda volta che ammiro uno show live degli Ufomammut. Grande fan da numerosi anni, la prima volta mi avevano lasciato decisamente spiazzato per la potenza presentata dal vivo. Questa seconda volta mi hanno stupito ancora di più: più diretti, più veloci (!). La serata ha avuto il medesimo filo conduttore: La psichedelia tramite grandi citazioni di viaggiatori cosmici del passato e la potenza di riff di sabbathiana memoria.

Le band qui presenti sono tre : Electric Whale, Lili Refrain e gli headliners Ufomammut. La serata inizia in orario con la band prima citata tutta al femminile! Scopro con stupore, parlando con un alcuni amici, che è una band di Roma e nata da un’annetto. Il trio ci regala una buona mezz’ora legata prettamente allo Stoner, un set simile ad una jam session. I suoni ed i riff mi ricordano esplicitamente i Kyuss. Comunque il tempo passa, tra gli applausi dei presenti.

Un’artista che attendevo sul serio, dato che sono un suo aficionado, è la seconda in scaletta: ecco Lili Refrain! La cosa che è sembrata più evidente al pubblico (numeroso) presente al Traffic è l’amore di questa ragazza (si tratta di one man band) per il tapping sulla chitarra, e perché no per le musiche dei videogiochi. Il tutto unito al cantato riverberato, che ci fa rimembrare di memorie desertiche e di amore per la Musica Etnica. I riff, quando vengono prodotti, sono molto pesanti e non mancano i voluti sfoghi, quasi animaleschi, sulla povera chitarra da parte della ragazza romana.  Quando partono i tapping, soprattutto a fine concerto, entrano in loop e da li Lili Refrain parte strutturando i suoi riff. Mentre canta lancia petali di fiori al pubblico. Insomma, rimango davvero stupito della sua performance, il processo di trance è iniziato!

Ora per completare il tutto mancano solo I piemontesi Ufomammut! Il trio è reduce da una doppia produzione del 2012: L’opera “Oro” divisa in due parti: Opus Alter e Opus Primum. Il live a cui assisto è qualcosa di estremamente “mastodontico”. I suoni di chitarra e basso sono al limite del volume vivibile (dal vivo ho assistito a volumi di questa portata soltanto a dei live degli Swans e dei Sunn O)))) e i pezzi vengono eseguiti più velocemente che su disco. Il cantato super effettato di Urlo ci introduce in un mondo malsano e lontano dal nostro spazio e tempo, al di fuori della bontà, in un mondo fatto di rumore e riff che comunicano un’estrema paranoia e viaggi cosmici. La scaletta attinge da tutta la discografia del combo italiano: principalmente da “Oro – Opus Alter”, ma anche da “Snailking” e da “Lucifer Songs”. La cosa che ci lascia atterriti è soprattutto la durata del concerto di quasi due ore, a dimostrare un’instancabilità che sicuramente è da premiare.   Ogni riff è un macigno per le nostre orecchie, le quali a fine concerto saranno estremamente provate dallo Stoner apocalittico del trio. Il concerto si chiude con la megalitica “UFO part 1”, mandandoci a casa felici e contenti.

Sempre più convinto che nel Belpaese ci siano band molto valide, riconosciute a livello internazionale, consiglio di supportare sempre di più queste realtà come ho visto orgogliosamente al Traffic il 27 marzo di questo 2014, e non dimenticate nell’evenienza dei tappi per le orecchie!

ufo

Lorenzo Landriscina

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