Waiting for… Colapesce | Auditorium Parco della Musica 19/01/2018

Dieci motivi per assistere al prossimo concerto di Lorenzo Urciullo aka Colapesce

Venerdì prossimo, 19 gennaio 2018, l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospiterà Lorenzo Urciullo, ovvero Colapesce, per un concerto che consideriamo imperdibile. Se leggete le nostre pagine sapete bene che non ci sbilanciamo spesso in assunti di questo genere, ma questa volta sì, e con i dieci punti che seguono qui sotto – potevano essere molti di più ma abbiamo optato per il numero più ab(usato) dagli amanti di liste e classifiche – speriamo di smuovere gli eventuali scettici e/o indecisi.

  • Perché Colapesce ha dato alle stampe uno dei migliori dischi del 2017, Infedele, un lavoro che mi piace definire “irregolare”, denso di elementi che paiono in contrasto tra loro: è pop e complesso, sperimentale e diretto, tenebroso e leggero; per approfondire vi rimandiamo alla lettura della nostra recensione.
  • Perché avendo già assistito a diversi suoi concerti, sappiamo bene quanto la dimensione dal vivo sia la più congeniale per apprezzare Colapesce. *Spoiler* – alcune indiscrezioni su questo tour parlano di costumi di scena e atmosfera generale che richiamano il concetto grafico della copertina.
  • Perché sul palco non salirà il solo Colapesce, ma sarà accompagnato da un’orchestra di cinque elementi, tra cui alcuni dei migliori musicisti italiani oggi in circolazione.
  • Perché l’Auditorium Parco della Musica è una delle cornici più belle di Roma e, in particolare, la Sala Sinopoli dove si terrà l’esibizione è il compromesso ideale tra un grande spazio teatrale e una piccola venue dall’atmosfera intima.
  • Perché il tour con l’orchestra al seguito sta registrando il tutto-esaurito un po’ ovunque in Italia e la data romana – con la sua capienza eccezionale – è un’occasione ghiotta per non perdersi lo spettacolo.

  • Perché per la data romana (e per quella di Bologna) salirà sul palco prima di lui Andrea Poggio per presentare il suo caleidoscopico album Controluce. Una graditissima sorpresa nella sorpresa.
  • Perché troppo spesso si sente parlare di musica italiana poco coraggiosa o ferma a ripetere soluzioni sonore derivative da un passato più o meno lontano – gli anni settanta di Battisti; i novanta dell’indie – mentre con Colapesce si guarda anche indietro, ma i piedi sono ben puntati sul qui e ora musicale.
  • Perché sarà curioso capire come il vecchio, e comunque ottimo, repertorio possa essere ri-arrangiato per farlo funzionare assieme a questa svolta “infedele”.
  • Per scoprire se Colapesce ci delizierà con una cover; ne ha fatte tante, ci piacciono tutte. La nostra preferita è questa.
  • Perché la musica va vissuta sotto al palco, non basta quella che entra nelle nostre orecchie via streaming.

Allora, ci venite o no!?

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