Waiting for… Francesco Motta @Monk 17 e 18/03/2017

365 giori di Francesco Motta – Ad un anno dall’uscita di  La Fine dei Vent’Anni Roma aspetta il cantautore toscano per le ultime due date del tour 17 e 18 marzo al Monk

Il 18 marzo 2016, giusto un anno fa, usciva per Woodworm / Audioglobe La Fine dei Vent’Anni, disco di esordio solista di Francesco Motta. E poco meno di un anno fa, infatti, dal già affollato release party al Quirinetta, (ovviamente non potevamo perderlo, trovate qui il link), Francesco iniziava un nuovo percorso artistico che, accantonando i suoni più elettronici di matrice punk e new wave dei ventenni Criminal Jockers, lo ha chiamato a mettere in gioco la sua identità come giovane cantautore indipendente con una voce graffiante e una impellente necessità di relazionarsi col “suo tempo”.

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Un disco, La Fine dei Vent’Anni, di cui si è scritto tanto, che è piaciuto a molti, a noi in primis (recensito dal nostro Attilio Giuliani qui), che ha saputo regalare, attraverso testi e musiche di Motta, una fotografia di quell’età di passaggio in cui le responsabilità iniziano ad affiancarti quotidianamente, i rapporti cambiano e si consolida la propria visione del mondo, lasciando un po’ di amaro in bocca per il disincanto e un senso di solitudine individualista, fuori dal forte  sentimento di appartenenza generazionale tipico dei quegli anni.

Il tempo è il fulcro del disco, sia nei testi, basti pensare alla traccia di apertura “Del tempo che passa la felicità”, o alle immagini quasi  di “Prima o poi ci passerà”, e sia nella parte musicale, dove un equilibrio tra ritmi ipnotici e martellanti, talvolta volutamente ripetitivi e momenti più melodici compone un sistema complesso, tra rock e scie folk e punk, specchio di un lavoro articolato e dal connotato fortemente introspettivo.

A meno che non abbiate vissuto con la testa sotto la sabbia e i tappi alle orecchie durante gli ultimi 12 mesi, quel viso magro e gli occhi espressivi ritratti in bianco e nero dovrebbero inequivocabilmente ricordarvi la copertina del disco di Francesco Motta.

SeTelefonando…I L’eleganza delle parole semplici: La Fine Dei Vent’Anni di Motta

Quello di Francesco è stato, senza dubbio, un anno intenso: un anno di chitarre e distorsori, che lo ha portato a suonare  in giro per l’Italia (dettagliatamente documentato anche sul suo account instagram), passando per Roma Brucia e poi al Monk a dicembre ( qui trovate la nostra gallery e report) sempre  accompagnato da musicisti validi e affiatati, la cui alchimia è cresciuta tangibilmente palco dopo palco, fino a conferire al live de La Fine dei Vent’Anni un suono pieno e poderoso,  giusta trama musicale per la performance di Motta che continua a dare tutto se stesso ad ogni live.

Sudore palchi e chilometri che hanno fatto conoscere ed apprezzare a pieno il disco di Motta, a cui quest’anno è andata la Targa Tenco per la miglior Opera Prima e il PIMI SPECIALE 2016 del MEI, come artista indipendente italiano nel complesso più rilevante per l’attività svolta nella stagione discografica 2015/2016.

Un anno di grandi riscontri a traguardi, compresa la caldissima accoglienza che la sua  città di adozione, Roma, gli ha regalato con due serate sold out lo scorso dicembre sempre al Monk, locale che ormai si è guadagnato l’Olimpo della musica live in capitale.

Francesco Motta torna a Roma, prima di chiudere il tour il primo aprile a Milano, per un’altra coppia di date: 17 e 18 marzo (sold out) al Monk di Roma per festeggiare un compleanno lungo un anno per La Fine dei Vent’Anni, (visto che i 30 li ha compiuti in ottobre): il ragazzo dei Criminal Jokers ha preso la sua strada che guarda al futuro, senza sentimentalismi o rimpianti verso un’età ormai conclusa.

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