Whitney @Monk 07/06/2017

Dopo una sessantina di date la band statunitense arriva sul palco del Monk di Roma per un live dai suoni pop rock fresco e sofisticato

Prima al Coachella e  poi in volo diretto dal Primavera Sound (dove forse la grande dimensione del festival non li ha valorizzati a dovere) i Whitney fanno un centro secco con il live dello scorso mercoledì al Monk, conquistano il pubblico romano, compresa la buona parte di americani in vacanza in sala!

I Whitney sono una giovane formazione statunitense, in attività dal 2014, nata dalla volontà da due ex membri degli Smith Western, Max Kakacek and Julien Ehrlich, (batterista anche dell’ Unknown Mortal Orchestra), e che ha dato alla luce il primo singolo proprio un anno fa “No Matter Where We Go”.

Ad un anno di distanza i Whitney sono in tour con il loro primo full lenght  Light Upon the Lake ( Secretly Canadian, 2017), che li ha condotti al tour europeo.

I Whitney arrivano sul palco del Monk, per la prima ed assoluta data romana, con una formazione ricca e variegata: la batteria si rivela da subito il fulcro della formazione, in pieno centro palco, artefice di tutte le dinamiche che faranno da padrone per tutto il live,  intorno al quale si posizionano due chitarre, basso, tastiere e tromba.

Il suono della band è completo, articolato e ricco, data anche alla numerosità dei componenti. Lo stile di base rock anni ’70 di matrice indie folk, che risulta fresco e trasognate, si lascia attraversare da richiami di genere più definiti: dal jazz, reggae e psych, senza mai copiarne in modo sterile lo stile, ma tessendolo nella loro matrice originale.

La voce di Julien Ehrlich  (e sì siamo di fronte ad un altro caso di batteria e voce) è piacevole, fresca e coinvolgente, perfetta per uno stile pop- rock che gioca con falsetti e dinamiche divertenti.

Il risultato è un live che piace, coinvolge il pubblico del Monk, che è partecipa con ovazioni e applausi nutriti  fin dalle prime note, morbide ed arpeggiate, di “Dave’s Song”, che apre il live. Si prosegue con tutti i brani dell’LP Light Upoun the Lake, passando per  “No matter where we go”, dalle liriche ’90  del viaggi ”on the road”, per il magico brano strumentale “Red Moon”, che tanto sa di improvvisazione jazz.

“You got a woman”, cover dei Lion  rivela tutta la carica dei riff dei ’70, regalando spazio e dinamica alla voce del frontman, per poi  giungre a brani come “Golden Days” e “No Woman” che emozionano un pubblico rapito e regala alla band il pieno consenso.

In poco più di un’ora i Whitney regalano un live a base di pop rock dal sapore fresco e piacevole per un inizio d’estate romana niente male, confermando per la direzione artistica del Monk un altro ottimo colpo a segno!

Foto di Elisa Scapicchio

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