Wolfgang Flur @ Bicycle Film Festival, Santeria Social Club 22/10/2016

maxresdefault

Sabato 22 ottobre si è tenuto al Santeria Social Club l’ultima serata del Bicycle Film Festival con il live di Wolfgang Flur, ex componente dei Kraftwerk e fondatore del drum beat.

A fine luglio ho avuto l’occasione e la fortuna di assistere per la prima volta nella mia vita al concerto dei Kraftwerk all’arena civica di Verona. Un emozione unica sentire tracce che per anni e anni ho ascoltato ripetutamente sul mio Ipod. Saputo dell’evento al Santeria e vedere il nome di Wolfgang Flur sulla locandina mi ha fatto venire in mente l’emozioni che mi ha dato quel concerto e la voglia di riviverle con lui.

Wolfgang Flur iniziò la sua carriera alla fine degli anni 60, come batterista degli Spirit Of Sound. Sul finire del 73 Flur entrò nei Kraftwerk e ci rimase fino al 1987. In questi dieci anni la band tedesca ha pubblicato 6 album che sarebbero state in futuro le loro pietre miliari: Autobahn, Radio-Activity, Trans Europe Express, The Man Machine, Computer World ed Electric Cafè. Finita l’esperienza Kraftwerk, Flur continuò con altri progetti come Yamo e lanciò nella scena musicale i Mouse on Mars, da molti considerata come unica erede dei Kraftwerk e dei Dyko.

Appena arrivato al Santeria ho notato un’ottima affluenza e la curiosità di ascoltare uno dei padri fondatori dell’elettronica tedesca, Wolfgang Flur. La cosa sorprendente è che questo evento ha portato gente di tutte l’età. All’una e mezza si nota movimento sul palco e finalmente entra in scena Wolfgang accompagnato da un caloroso applauso. L’appartenenza al vecchio gruppo è abbastanza evidente già dalle prime battute, infatti indossava una camicia con una scritta led rossa e dietro di lui giravano vecchie foto del gruppo in sala di registrazione e locandine dei loro vecchi concerti, grazie anche alla particolarità abilità del montaggio degli Otolab.

Il live non delude le aspettative e già dal primo brano vengono riprese le sonorità e influenze della band madre e la voce tipica degli album che hanno fatto la storia del gruppo come Autobahn e The Man – Machine. I suoni contemporanei perfettamente amalgamati tanto da mettere d’accordo sia la vecchia che la nuova guardia.

“I Was a Robot” indubbiamente è la traccia dove riesce ad amalgamare alla perfezione questo connubio tra vecchia generazione e nuova. Bassi vecchio stampo con aggiunta di sonorità molto moderne che a tratti mi ricordavano i New Order. Grazie alla sensibilità e alla creatività ormai già nota dell’artista abbiamo passato una piacevole serata ricordando con nostalgia la band di Dusseldorf.

Di Domenico Caliandro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *