WOUND! Intervista ai fondatori della nuova etichetta capitolina

adesivoBisogna dire che, da principio, questa rubrica era nata per parlare della realtà della musica elettronica romana. Alcune volte si è riusciti a rimanere molto fedeli a questa linea, altre volte invece è stato preso in oggetto un paesaggio ben più ampio, con le uscite di artisti internazionali.

A questo turno si torna addentro alla scena romana, che di più non si può.

Oggi parliamo di due coraggiosi che, in tempo di crisi (economica) e incertezza (musicale), hanno deciso di aprire una nuova label. Oggi parliamo di Wound Music.

Si tratta di un progetto neonato, settembre 2012, ma che sembra essere già ben avviato nella pratica. In realtà si tratta di due label gemelle Wound Music e Wound Digital: una per le uscite in vinile e una per quelle digitali.

Abbiamo avuto l’occasione di potere scambiare due chiacchiere con i fondatori-ideatori: Giacomo Serafini e Federico Morisani, che dopo avere diviso la consolle in diverse serate romane hanno deciso di condividere anche quest’esperienza.

V:  Cominciamo da una mia personale curiosità, ma che credo possa interessare chiunque abbia pensato di fare una mossa simile alla vostra: Come mai avete deciso di aprire voi una label invece di entrare in contatto con qualcuno che era già sul campo, magari collaborando 50-50%?

Giacomo: L’idea di metterci in proprio è stata mia. Alla fine dell’estate 2011 collaboravo con alcune label ma non ero molto soddisfatto di come andavano le cose: avevo un’uscita bloccata da un anno e non arrivavano mai buone notizie. Ho parlato con Federico e abbiamo deciso di creare qualcosa di nuovo noi, con le nostre forze. Così è venuta fuori Wound Music: la prima uscita è stata proprio quella bloccata per un anno, e li abbiamo capito che Wound poteva diventare qualcosa di serio.

V: Stando dentro questo mondo, cosa ci potete dire delle altre label in generale? Sotto quale aspetto vi sentite differenti? Cosa offrite all’utente del settore che non sia già offerto da altri?

Federico: Devo dire che è un momento di grande fermento per la scena House/Techno. Sono molte le nuove label che sono nate o stanno nascendo. C’è chi lavora molto bene e riesce a tirare fuori progetti importanti. E c’è anche chi cerca di rifare ciò che già c’è o già è stato. Per quanto riguarda quello in cui pensiamo di distinguerci: puntiamo molto sui giovani artisti e sul lasciare loro molta libertà. Vogliamo che le uscite siano di qualità, non vogliamo qualcosa di commerciale che serva solo ad entrare in classifica su Beatport. Non è la logica del profitto ciò che ci guida maggiormente. E bisogna dire che il progetto è partito da pochi mesi ma stiamo già raccogliendo i primi frutti.

 

 V: Puoi descrivermi questi primi frutti?

Giacomo:abbiamo all’attivo già quattro release digitali e proprio in questi giorni uscirà il quinto disco (Cheers Ep, dove abbiamo puntato, come nostra abitudine, a giovani promesse del clubbing italiano).A marzo invece, uscirà il nostro primo vinile: un V.A. con 4 tracce…non vedo l’ora!!

WM001cheapsoundV:Mi sembra siate molto orgogliosi della vostra scuderia di producers. Quali sono gli attributi che un giovane produttore deve avere per sperare di lavorare con voi? In due parole, quale sarebbe il vostro producer ideale?

Federico: Siamo molto contenti di tutte le collaborazioni che abbiamo avuto fino adesso. Tutti i ragazzi si sono dimostrati molto validi e con alcuni si è istaurata una buona amicizia. Ogni giorno ci arrivano varie demo ed è sempre difficile scegliere nuovo materiale e nuovi artisti. Una cosa però per noi è fondamentale: avere dentro la nostra “famiglia” persone serie ed oneste. Sono le principali caratteristiche che cerchiamo nelle persone che poi collaboreranno con noi.


(in esclusiva per cheapsound il lato a del primo vinile wound in uscita a Marzo
)

V: Cosa ne pensate della scena elettronica italiana e in particolare romana, al di dà del discorso delle label in senso stretto. E in cosa pensate si differenzi particolarmente da quella europea o americana?

Giacomo: La scena italiana ha un grandissimo potenziale. Lo dimostra il fatto che stanno nascendo moltissimi progetti seri, non solo attorno alle label, ma anche per quanto riguarda i party. Sono molte le situazioni underground in tutto il paese che fanno ben sperare. Anche la scena romana ha molti giovani su cui vale la pena di puntare. Il problema è che, specialmente nella capitale, in pochi lo fanno. Nei locali lavorano più o meno sempre le stesse persone. Una peculiarità di Roma è il binomio Dj- Pr , un binomio dominante, ma che penso difficilmente cambierà…

V.: Un’ altra curiosità, come mai avete scelto di creare la Wound digital e la Wound music, dividendo nettamente il mondo digitale da quello del vinile? Non vi sembra rischioso puntare così tanto sul mondo del vinile quando, al giorno d’oggi, la maggior parte dei ragazzi che si apprestano a diventare dj, lo fanno sui cdj o molto più spesso su consolle interamente digitali?

P1060450Federico: Il discorso è complesso, non posso dire a priori che sia stata una scelta azzeccata per una label. Ci sono label che fanno solo digitale e altre che fanno solo vinile e, ovviamente, chi fa uscite per entrambi i supporti. In realtà, la nostra idea iniziale era di fare uscite solo in vinile. Tuttavia ci siamo resi conto che avevamo davvero molto materiale per le mani e che non sarebbe stato possibile rilasciare tutto su vinile, anche perché è un processo ben più costoso. Così abbiamo aperto la sub-label Wound digital dove riusciamo a fare un’uscita al mese, mantenendo sempre alto il livello di qualità. Per quanto riguarda il vinile la nostra previsione è di tre uscite all’anno. E comunque ci aspettiamo molto poiché le vendite su questo supporto hanno visto un considerevole aumento negli ultimi tre anni circa.

V: In ultimo ,c’è qualcuno sulla scena internazionale, qualche artista che vi abbia colpito maggiormente negli ultimi anni? E per quanto riguarda le label, ce n’è una che prendete come modello per il vostro lavoro?

Giacomo: In questi anni, i nostri punti di riferimento sono stati tanti, ed è difficile fare un nome in particolare. Penso di poter parlare anche a nome di Federico quando faccio il nome di Ricardo Villalobos. Per quanto riguarda le label non abbiamo preso spunto da nessuno ma da subito abbiamo cercato di portare avanti le nostre idee. Sicuramente non abbiamo seguito le mode attuali.

V: Beh non ci resta che augurarvi un buon lavoro allora. Ma mi sembra che siate già ben avviati per raggiungere una posizione importante sulla scena italiana.

Giacomo & Federico: Vi ringraziamo per lo spazio che ci avete concesso! Un saluto a tutti i lettori di Cheapsound! Wound!!
V.B.

 

Radio Showcase: Underground Lovers Records meets Wound Music w/ Federico Morisani

Radio Showcase: Underground Lovers Records meets Wound Music w/ Giacomo Serafini

 

 

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